Attivazione Bystander

Meccanismo che lega le infezioni all’autoimmunità, spiegando perché molte malattie autoimmuni sono precedute da un’infezione.

La cellula protagonista è la cellula dendritica convenzionale (cDC), la principale APC che presenta antigeni ai linfociti T CD4 naïve. Ciò che cambia tra le due situazioni non è il tipo di cellula, ma il suo stato di maturazione.

In condizioni normali (DC immatura): nei tessuti sani la cDC è immatura. Cattura di continuo materiale self (comprese cellule morte per turnover fisiologico) e lo presenta su MHC, ma esprime poche molecole co-stimolatorie (CD80/CD86 bassi) perché manca uno stimolo infiammatorio. Un linfocita T CD4 autoreattivo che riconosce quel peptide self riceve solo il primo segnale (TCR–peptide/MHC) senza il secondo (costimolazione) → va incontro ad anergia (tolleranza periferica). In pratica: senza pericolo, la DC “mostra” il self ma non autorizza la risposta.

Durante un’infezione (DC matura): i prodotti microbici (PAMP/DAMP) attivano i recettori dell’immunità innata (TLR e affini) della cDC, che matura: aumenta drasticamente le molecole co-stimolatorie (CD80/CD86 alti) e l’espressione di MHC, e migra al linfonodo. In questo stato attivato la DC presenta contemporaneamente peptidi del patogeno e peptidi self (non li distingue). Il linfocita T CD4 autoreattivo che per caso riconosce un peptide self si trova ora immerso nel contesto co-stimolatorio acceso dall’infezione → riceve entrambi i segnali e viene attivato “di rimbalzo” (bystander), diventando effettore contro il self.

Si distingue dal Mimetismo Molecolare: nell’attivazione bystander il linfocita riconosce un vero peptide self, non un peptide virale simile al self.

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