Malattie Immuno-mediate

Molte patologie non derivano da un’infezione o da un deficit del sistema immunitario, ma da una risposta immunitaria eccessiva o deregolata. Tendono a essere croniche: non si curano del tutto, si possono solo controllare. Comprendono:

Patogenesi multifattoriale

Nascono dalla combinazione di tre componenti:

  • Genetica: esiste un “patrimonio permissivo” → alcuni genotipi aumentano il rischio. I principali sono i geni HLA/MHC (classe I e II); altri geni (IL-7R, CD58, IRF8…) danno contributi minori ma sommativi. Vedi Geni HLA e Autoimmunità.
  • Ambiente: determinante per la comparsa della malattia. Esempio nella Sclerosi Multipla: fumo (aumenta infiammazione cronica), carenza di vitamina D (riduce regolazione immunitaria), infezione da EBV (condizione quasi necessaria ma non sufficiente).
  • Caso (chance): il riarrangiamento casuale dei recettori di linfociti B e T può generare recettori autoreattivi.

Il sistema immunitario, non più “allenato”, tende a reagire in modo eccessivo, sfociando in autoimmunità.

Fattori ambientali

  • Agenti chimici moderni: possono aumentare l’infiammazione di base e danneggiare le barriere epiteliali.
  • Microbiota: il tipo di parto (naturale vs cesareo) condiziona la trasmissione del microbiota materno; gli antibiotici ne alterano la composizione. Un microbiota alterato immette mediatori infiammatori in circolo, con effetti a distanza (polmone, cervello).
  • Farm effect: le popolazioni rurali, più esposte ad animali e microbiota ambientale, hanno meno allergie e asma rispetto a quelle urbanizzate.
  • Elminti (parassiti): un tempo comuni, oggi quasi scomparsi nei Paesi sviluppati. Modulavano l’immunità aumentando i Treg e frenando l’autoimmunità; la loro assenza potrebbe aver contribuito all’aumento di malattie autoimmuni e allergiche.

Questi fattori si inquadrano nell’Ipotesi dell’Igiene.

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