Celiachia
Definizione
La celiachia è una enteropatia immunomediata: una malattia infiammatoria dell’intestino tenue causata da una risposta immunitaria anomala contro il glutine, più precisamente contro la gliadina, una sua componente. Il segno istologico caratteristico è l’appiattimento dei villi intestinali con ipertrofia delle cripte (dove le cellule staminali proliferano per compensare).
È una malattia multifattoriale, che dipende dalla combinazione di tre tipi di fattori:
- Genetici → presenza di HLA particolari (DQ2 o DQ8).
- Ambientali → esposizione al glutine, presente in frumento, orzo, segale, avena.
- Immunologici → risposta autoimmune anomala contro componenti del proprio intestino.

Eziologia e genetica
Il 90–95% dei celiaci esprime HLA-DQ2, il resto HLA-DQ8. Questi geni codificano per molecole MHC di classe II, usate dalle cellule presentanti l’antigene (APC) per mostrare ai linfociti T ciò che è self e ciò che è non-self. Nei soggetti predisposti questi HLA legano molto facilmente frammenti modificati della gliadina, scatenando una risposta immunitaria come se fosse un antigene pericoloso.
Esistono anche altri geni non-HLA che contribuiscono alla risposta anomala, per esempio geni che regolano citochine e barriera intestinale. La genetica determina la predisposizione: senza HLA-DQ2 o DQ8 è quasi impossibile sviluppare la celiachia.
Patogenesi
Lo sviluppo della malattia richiede la combinazione di:
- Predisposizione genetica (HLA-DQ2/DQ8).
- Contatto con la gliadina (glutine).
- Un fattore scatenante (infezione, stress, gravidanza, chirurgia) che aumenta la permeabilità intestinale.
Alterazione della barriera intestinale
Normalmente le cellule epiteliali intestinali sono unite da giunzioni strette che impediscono il passaggio di grandi peptidi. La barriera è presidiata da cellule difensive: cellule di Paneth (producono peptidi anti-microbici), cellule dendritiche, linfociti intraepiteliali, T-Reg, IgA e cellule di Goblet (producono il muco). Queste cellule mantengono la tolleranza immunitaria verso il cibo.
Quando interviene un’infiammazione o un’infezione la permeabilità aumenta e frammenti di gliadina penetrano la barriera epiteliale.

Attivazione della transglutaminasi tissutale (TGM2)
L’enzima transglutaminasi tissutale, normalmente poco espresso, viene attivato dall’infiammazione. Esso deamina i peptidi della gliadina, trasformandoli in forme più immunogene, cioè più capaci di legarsi agli HLA-DQ2/DQ8.
Presentazione dell’antigene e attivazione dei linfociti T
Le cellule dendritiche (APC) presentano la gliadina deaminata tramite HLA-DQ2/DQ8 ai linfociti T CD4+ nella lamina propria. Nei soggetti predisposti questo legame è molto stabile, quindi il linfocita T si attiva e libera citochine infiammatorie come IFN-γ.

Attivazione dei linfociti B e produzione di autoanticorpi
I linfociti T attivati stimolano i linfociti B alla produzione di anticorpi specifici:
- anti-gliadina (contro la proteina alimentare) — IgG, IgA.
- anti-transglutaminasi tissutale (anti-TGM2) — IgG, IgA.
- anti-endomisio (contro componenti della muscolatura liscia dell’intestino) — IgA.
Gli anticorpi anti-endomisio e anti-TGM2 sono quelli usati nella diagnosi.
Attivazione dei linfociti intraepiteliali (CD8+)
La gliadina attiva direttamente le cellule epiteliali intestinali, che rilasciano IL-15; questa attiva i linfociti intraepiteliali CD8+, che assumono caratteristiche citotossiche simili alle cellule NK e distruggono le cellule epiteliali, causando atrofia dei villi.
Ruolo dell’IL-15
Il meccanismo dell’IL-15 e dell’IFN-γ, che fa da ponte tra immunità innata e adattativa, è approfondito in IL-15 nella Celiachia.

Anatomia patologica
Le conseguenze istologiche, osservabili con biopsia duodenale (la principale indagine diagnostica), sono:
- Appiattimento dei villi intestinali → ridotta superficie assorbente.
- Ipertrofia delle cripte → le cellule staminali si moltiplicano per compensare.
- Infiltrato linfocitario (CD4+ e CD8+) nella mucosa.
Quadro clinico
Il danno dei villi causa malassorbimento intestinale generalizzato, con:
- diarrea cronica (il mancato assorbimento dei carboidrati genera un effetto osmotico con richiamo di acqua);
- gonfiore addominale (alterazione della flora batterica);
- perdita di peso;
- anemia (da carenza di ferro, folati, B12) e ipovitaminosi;
- ritardo di crescita nei bambini, ipostaturismo (malassorbimento delle proteine);
- sterilità, impotenza;
- ecchimosi, emorragie;
- dermatiti, afte, crampi;
- fratture ossee;
- steatorrea (feci ricche di grassi per mancato assorbimento dei lipidi).
Si distinguono forme classica, silente e latente.
Diagnosi
- Biopsia duodenale: indagine principale, mostra atrofia dei villi, ipertrofia delle cripte e infiltrato linfocitario.
- Autoanticorpi: anti-transglutaminasi tissutale (anti-TGM2) e anti-endomisio.
Terapia
Non si usa il cortisone (pur migliorando la componente infiammatoria), perché la causa è l’assunzione di glutine: si rimuove il glutine dalla dieta. La terapia è quindi una dieta aglutinata permanente, che fa regredire l’infiammazione e rigenera i villi.
Complicanze
La stimolazione cronica IL-15 → linfociti intraepiteliali, protratta per anni, può portare alla proliferazione incontrollata dei linfociti T CD8+ NK-like e quindi al linfoma T a cellule intraepiteliali, complicanza maligna rara ma grave. Il controllo dell’infiammazione mediante eliminazione del glutine serve anche a prevenire questo tumore.
🔗 Collegamenti
- IL-15 nella Celiachia — 🔗 meccanismo immunitario innato del danno epiteliale
- Geni HLA e Autoimmunità — ⬆️ predisposizione genetica
- Presentazione Antigenica (MHC-I e MHC-II) — 🔗 attivazione linfociti T
- Tolleranza Immunitaria — ⬆️ la sua rottura verso il cibo
- Malattie Immuno-mediate — 📋 fa parte di
- Allergie e Intolleranze Alimentari — 🔄 diagnosi differenziale