Vaccini a RNA

Nati originariamente come vaccini antitumorali, poi adattati ad altri usi (es. COVID-19).

Vantaggi

  • Produzione rapida ed economica una volta nota la sequenza.
  • L’RNA è anche un adiuvante naturale: attiva i recettori TLR3, TLR7, TLR9 dell’immunità innata.

Effetti

  • La cellula esprime il peptide tumorale → attivazione dei linfociti T CD8⁺ via MHC-I.
  • Attivazione dell’immunità innata (citochine, infiammazione).
  • Induzione di una risposta citotossica robusta, rara con altri tipi di vaccino.

L’mRNA è veicolato in nanoparticelle lipidiche (LNP) che lo proteggono e lo fanno entrare nelle cellule, dove viene tradotto nel peptide e presentato su MHC-I. In oncologia i più avanzati sono i vaccini a mRNA sui neoantigeni del singolo paziente (es. autogene cevumeran / BNT122, studiato nel melanoma e nel carcinoma del pancreas), spesso associati ai checkpoint inhibitors.

Sono promettenti, ma servono ancora studi clinici e ottimizzazione.

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