Adiuvanti

Sostanze aggiunte al vaccino per potenziare la risposta immunitaria, definiti “immunologist’s dirty little secret”.

Perché servono

Un antigene proteico da solo può dare risposta debole o addirittura tolleranza (mancata risposta: anergia). Per esempio la proteina del tetano stimola solo i linfociti T helper CD4+, ma non genera una risposta forte e duratura. Per stimolare bene il sistema immunitario serve la co-stimolazione fornita dall’immunità innata (PAMPs, TLR, ecc.). Solo attivando anche la risposta innata — con infiammazione e segnali di pericolo — si ottiene la memoria immunologica, obiettivo del vaccino.

Funzioni

  1. Attivano l’immunità innata → richiamano cellule e inducono produzione di citochine.
  2. Inducono infiammazione → segnalano al sistema immunitario la presenza di un “pericolo”.
  3. Creano un deposito → trattengono l’antigene nel sito di iniezione e lo rilasciano lentamente, prolungando lo stimolo.

Esempio: l’ovalbumina (proteina dell’uovo) iniettata da sola dà risposta scarsa; somministrata con CFA (Complete Freund’s Adjuvant — micobatteri uccisi al calore e oli minerali**)** dà risposta forte, perché l’adiuvante stimola l’immunità innata e prolunga l’esposizione dell’antigene. Il CFA oggi non si usa nell’uomo (troppo tossico), ma il principio è sfruttato in tutti i vaccini moderni.

Adiuvanti storici

  • 1924–1997: allume (sali di alluminio) → il primo e per decenni l’unico. Attiva l’inflammasoma, con produzione di citochine pro-infiammatorie (IL-1 e IL-18).
  • Dal 1997: MF59 → emulsione olio-in-acqua, migliora la risposta immunitaria.
  • Recenti → adiuvanti che attivano i Toll-like receptors (TLR), imitando i segnali naturali dei microbi per stimolare in modo mirato il sistema immunitario.

Limite degli adiuvanti tradizionali

Non inducono la risposta dei linfociti T CD8+. Questo perché i CD4+ si attivano via MHC-II (antigeni extracellulari, fagocitati) mentre i CD8+ si attivano via MHC-I (antigeni endogeni, sintetizzati nel citoplasma); le tossine vaccinali sono proteine extracellulari, entrano solo nella via dell’MHC-II e quindi attivano CD4+ ma non CD8+ — vedi Presentazione Antigenica (MHC-I e MHC-II). Per questo il vaccino antitetanico stimola anticorpi neutralizzanti ma non linfociti citotossici.

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