Carenza di Personale Sanitario in Italia

Medici e infermieri per 1000 abitanti (2024)

  • Medici: quando l’Italia dice di non avere medici, l’Europa non capisce, perché l’Italia ha tra i rapporti più alti d’Europa: media superiore a 5 per 1000 abitanti contro 4 in Europa.
  • Infermieri: media europea 8,26 per 1000 abitanti, Italia 6,86. Negli altri Paesi gli infermieri non stanno in ospedale ma sul territorio, dove ne servono di più (vedi Dall’Ospedale al Territorio).
  • Il rapporto medici/infermieri italiano è quindi assolutamente sbilanciato: tanti medici e pochi infermieri. Tra il 2019 e il 2023 c’è un lieve miglioramento.

Perché mancano gli infermieri

  • La laurea triennale in infermieristica non satura i posti; da 50 studenti all’inizio si arriva in media anche a 12 studenti per anno.
  • La professione non è conosciuta, e dopo il primo tirocinio pesante molti studenti cambiano idea.
  • La figura dell’infermiere non è valorizzata, non ha autonomia (all’estero sì) ed è pagata poco, pur essendogli affidati i pazienti.
  • Il numero di infermieri laureati è oggi molto basso.

La gobba del baby boom

Il dato che deve spaventare è 17002: è la gobba epidemiologica del baby boom degli anni ‘60, cioè i professionisti che andranno in pensione. Metterà in crisi il sistema sanitario perché i nuovi professionisti non saranno sufficienti a compensarla. Avendo lavorato durante il COVID, meno di 1000 potrebbero accettare di restare fino a 70 anni (vedi Burnout e Demotivazione dei Professionisti Sanitari).

Medicina generale

  • La curva dei medici di medicina generale è in discesa (vedi Ruolo del Medico di Medicina Generale).
  • La carenza di MMG è al nord, perché qui ci sono gli ospedali; al sud gli ospedali sono molti meno.
  • Oggi la preoccupazione del MIUR è non avere MMG.

Laureati in medicina e mancata programmazione

  • Sui laureati in medicina l’Italia non è messa male, ma non sa gestirli.
  • C’è un eccesso di medici anziani che andranno in pensione: problema noto dal 2010 e non risolto.
  • Tra il 2020 e il 2023, durante il COVID, sono state assunte persone che non avevano finito la specializzazione, che resteranno nel sistema per 40 anni: la generazione successiva si troverà senza ricambio generazionale (vedi Crisi del Sistema Ospedaliero Italiano).

Soluzioni possibili

  • Modello francese: l’ingresso nella scuola di specializzazione si può tentare una sola volta nella vita (in Italia quante volte si vuole); chi non può scegliere prende solo ciò che avanza, e se rifiuta non viene assunto dal SSN.
  • Spostare i professionisti da un ospedale all’altro secondo il Modello Hub e Spoke.

(Integrazione da: sbobina 19)

Maldistribuzione, non carenza assoluta


(Integrazione da: sbobina 27)

La carenza di MMG è una scelta professionale, non un numero

L’Italia ha un eccesso di medici, ma questo eccesso non vuole fare il medico di medicina generale: il risultato è una carenza reale di MMG a fronte di un numero complessivo di medici superiore alla media europea (vedi Criticità delle Cure Primarie in Italia e Formazione e Accesso alla Professione di Medico di Medicina Generale).

Fra 4–5 anni uscirà quasi la metà dei MMG oggi in servizio, perché i medici che svolgono questa attività sono anziani. Per trattenerli, in questo momento tutte le Regioni stanno finanziando i medici di base purché non rinuncino all’incarico.


(Integrazione da: sbobina 28)

Gli ospedali periferici e i concorsi vincolati

Il problema delle aree isolate non è il finanziamento ma il personale: negli ospedali di montagna nessuno vuole accettare contratti. Per garantire l’assistenza a chi vive fuori dai centri e non può spostarsi per ogni prestazione, si ricorre quindi a concorsi con vincoli temporali: per esempio un medico vince il concorso al Niguarda ma deve prima prestare servizio negli ospedali di montagna per 18 mesi, e solo dopo può trasferirsi (vedi Mercato Interno Lombardo).

La carenza infermieristica è inoltre il fattore che rende più difficile caricare le aziende territoriali dei nuovi compiti di prevenzione: vedi Legge Regionale 22-2021 (Riforma della Sanità Lombarda).

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