Identificazione del Paziente

Braccialetto identificativo consegnato a un paziente al Massachusetts General Hospital. Fonte: Wikimedia Commons, «Wrist Identification Band.jpg» (Whoisjohngalt; CC BY-SA 4.0).

Regola

Ogni volta che ci si trova davanti a un paziente bisogna chiedere cognome, nome e data di nascita, sempre. L’unica eccezione è il paziente ricoverato da molti giorni (es. al ventesimo giorno di ricovero), di cui si conosce con certezza l’identità.

  • Vale anche in ambulatorio: visitare e prescrivere indagini senza aver verificato nome, cognome e data di nascita espone agli errori da omonimia, da non sottovalutare.
  • Al prelievo le infermiere devono verificare con attenzione la data di nascita (in ospedale ci possono essere più persone con lo stesso nome e cognome). Fermarsi a nome e cognome non basta; fermarsi al solo cognome è ancora più grave.
  • Il problema è particolarmente sentito al punto nascite, dove nascono molti gemelli.

Caso clinico: lo scambio di provette

Donna di 22 anni, nubile, che non desidera figli, esegue un test di gravidanza. Consegna le urine al laboratorio; contemporaneamente viene consegnato un altro campione di urine non etichettato. Dopo 5 minuti il medico viene informato al telefono che il test è negativo e lo comunica alla paziente. Subito dopo viene avvisato che c’è stato uno scambio di provette e che il test è in realtà positivo. L’unico modo per capire quale delle due donne sia positiva è richiamare le pazienti e ripetere il test.

Errori commessi:

  • scambio di provette — l’errore più immediato ed evidente;
  • assenza dell’etichetta sulla seconda provetta;
  • comunicazione del risultato informale, a voce al telefono.

(Integrazione da: sbobina 16)

Raccomandazione n°3 del Ministero

La Raccomandazione n°3 (luglio 2006) riguarda la corretta identificazione dei pazienti, del sito chirurgico e della procedura (vedi Raccomandazioni Ministeriali). Quando fu istituita il 99,9% dei chirurghi pensava di non averne bisogno; l’anno precedente alla lezione, a Milano, a un paziente è stato asportato il rene sbagliato.

Il numero di posto letto NON identifica il paziente. È una legge non scritta della medicina valida ovunque: i pazienti cambiano spesso letto, e identificarli con il numero di letto è un errore clamoroso (in tutti gli ospedali si fanno almeno una volta al mese TC al paziente sbagliato per questo motivo).

Identificazione del paziente:

  • si usano 3 identificativi: cognome, nome e data di nascita, oppure cognome, nome e codice fiscale, oppure cognome, nome e codice SDO. Non serve se si dispone del codice a barre;
  • è il paziente a doverli dire: non si chiede “lei è il signor Mario Rossi, nato il…?”, ma si domanda. Se il paziente non è in grado, si consultano cartella, carta d’identità o caregiver;
  • triple check in chirurgia: il paziente viene interrogato più volte su identità, tipo di intervento e organo, almeno 3 volte (in camera di degenza prima del trasferimento, in sala operatoria dal chirurgo e dall’anestesista prima dell’anestesia).

Identificazione della lateralità: si applicano simboli o segni sul corpo del paziente. Non è un problema per le strutture mediane (sterno, naso, taglio cesareo), lo è per organi pari e simmetrici (occhi, reni…). Più il corpo è tatuato, più bisogna ingegnarsi per un segno che non lasci dubbi.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Evitare il più possibile la comunicazione orale e scrivere tutto ciò che va registrato (esami, somministrazioni, ecc.).

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