Inchiesta Epidemiologica (Contact Tracing)

Confronto tra contact tracing solo prospettico (A) e prospettico + retrospettivo (B): risalendo all’indietro si individua l’evento-cluster da cui erano stati infettati entrambi i casi indice. Fonte: Wikimedia Commons, «Schematic of prospective contact tracing versus prospective and retrospective contact tracing.png» (Adam Nagy; CC BY-SA 4.0).

Definizione e scopo

L’inchiesta epidemiologica parte contemporaneamente alla segnalazione (Notifica delle Malattie Infettive). È una vera indagine svolta dall’ATS, o dalla direzione sanitaria se la sorgente è identificata in ambiente ospedaliero, e raccoglie i dati necessari per applicare le misure di prevenzione.

Il fine è interrompere la catena del contagio e impedire la diffusione della malattia infettiva. Per farlo identifica:

  • le modalità di trasmissione;
  • le esposizioni, cioè i rischi infettivi;
  • la sorgente di infezione;
  • i contatti.

In questo modo consente di ricostruire la catena di infezione (Catena Infettiva) e di definire la popolazione esposta al rischio.

Esempio: meningite

Riguarda in genere individui giovani. L’inchiesta è fondamentale perché si tratta di una malattia grave e potenzialmente mortale. Non è vero che sia ad alta contagiosità: è a bassa contagiosità, ma sulla bassa contagiosità prevale la gravità. Si tratta comunque di una gravità potenziale: molte infezioni decorrono con sintomi lievi e solo alcuni casi diventano meningite.

Un ragazzo di 23 anni arriva in PS in ambulanza, dopo essersi sentito male a casa, con i sintomi classici che fanno sospettare una meningite. Si avvia l’inchiesta epidemiologica chiedendogli dove lavora, che attività svolge e soprattutto che cosa ha fatto nelle ultime ore e negli ultimi giorni. Ha seguito una lezione all’università, poi è andato a un aperitivo e infine ha cenato a casa con la famiglia. I contatti da individuare sono quindi:

  • i compagni presenti in aula a lezione (non chi è stato solo incrociato in corridoio);
  • gli amici dell’aperitivo;
  • la famiglia;
  • i soccorritori, il personale del triage e in generale il personale che ha avuto a che fare con lui prima del sospetto o della diagnosi.

Lo scopo non è sapere da chi è stato contagiato, ma chi può essere stato contagiato da lui: è una sorgente precoce, che eliminava il patogeno anche prima dei sintomi. Va poi valutata un’eventuale bonifica dell’ambiente, che dipende dall’agente eziologico.

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