Profilassi delle Malattie Infettive
Per impedire l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive si può agire secondo due modelli di profilassi generale: la profilassi diretta e la profilassi indiretta. È l’applicazione concreta della Prevenzione delle Malattie Infettive.
_111125_Profilassi-e-vaccini/media/04sanpubb-r111125profilassi-e-vaccini-img11.png)
Profilassi diretta
Insieme delle norme e dei mezzi volti a combattere uno specifico agente eziologico o a bloccarne l’azione. Si distingue in generica e specifica.
Generica
Misure rivolte verso la sorgente di infezione e verso l’ambiente.
Sorgente d’infezione (Serbatoio e Sorgente di Infezione): può essere l’uomo o, nelle zoonosi, l’animale. Il contenimento dei patogeni avviene con misure applicate alla sorgente.
- Uomo:
- Notifica delle Malattie Infettive: oltre al ruolo epidemiologico di raccolta dati ha un ruolo di prevenzione, perché permette di riconoscere la sorgente di infezione;
- Misure Contumaciali: isolamento, contumacia (quarantena) e sorveglianza sanitaria;
- accertamento diagnostico (vedi sotto);
- Inchiesta Epidemiologica (Contact Tracing): identifica i contatti della sorgente.
- Animali: interventi su sorgenti e serbatoi animali, come il trattamento con antibiotici o vaccini oppure l’abbattimento di interi allevamenti. Gli allevamenti possono essere serbatoio soprattutto per i virus influenzali, che possono diventare virus zoonotici con potenzialità pandemica. Non si tratta della trasmissione attraverso gli alimenti (la fettina di pollo, l’uovo), ma di una trasmissione più diretta ai lavoratori che hanno a che fare con l’animale vivo o sono coinvolti nella macellazione e nella preparazione delle carni.
Ambiente: l’agente è passato dalla sorgente all’ambiente, con contaminazione ambientale (compresa quella dei veicoli di infezione). Si agisce con la Sanificazione:
- Disinfezione e Sterilizzazione;
- disinfestazione, cioè misure contro i vettori.
Accertamento diagnostico
La sorgente viene identificata e notificata già al sospetto, non solo a diagnosi accertata. Il percorso di accertamento diagnostico permette poi di identificare la sorgente, di caratterizzare l’agente eziologico e di confermare la diagnosi o il sospetto clinico. Si può ricercare:
- direttamente l’agente patogeno (isolamento);
- indirettamente i segni dell’avvenuto contatto (indagini sierologiche).
È importante identificare lo stato di infezione, le modalità di eliminazione e il marcatore specifico, che non deve essere necessariamente anticorpale.
Specifica
Agisce su uno specifico microrganismo per potenziare le resistenze dell’individuo suscettibile contro quel microrganismo. L’obiettivo è aumentare le difese dell’ospite per ottenere uno dei tre risultati di sanità pubblica: Controllo, Eliminazione ed Eradicazione.
- Immunoprofilassi (Immunità Acquisita):
- passiva, con siero (sieroprofilassi);
- attiva, con vaccini (vaccinoprofilassi), vedi Vaccinazioni.
- Chemioprofilassi: trattamento farmacologico eseguito a scopo preventivo. Può essere:
- primaria: per esempio il trattamento antimalarico per chi viaggia in aree endemiche per la malaria, o il trattamento antibiotico degli esposti a un possibile contagio da meningococco o pneumococco;
- secondaria: per esempio il trattamento dell’HIV per impedire lo sviluppo dell’AIDS.
Profilassi indiretta (generale)
Risanamento dell’ambiente di vita e aumento delle difese dell’individuo nei confronti di più agenti eziologici. L’obiettivo è interrompere la catena di trasmissione (Catena Infettiva) intervenendo su due fronti.
Fattori ambientali
Si considera sia l’ambiente fisico sia quello sociale che favorisce la diffusione. Questi interventi richiedono forti impegni economici e spesso lunghi tempi di realizzazione, ma danno vantaggi stabili, che riguardano sia le malattie infettive sia, più in generale, la qualità della vita.
Esempio: la bonifica delle zone umide in Italia dopo la Seconda guerra mondiale è stata una misura di profilassi generale contro la malaria. Eliminando le zone umide si interviene sul vettore (la zanzara) e quindi sulla catena di trasmissione, ma in modo non specifico: l’effetto riguarda tutte le zanzare che potrebbero trasmettere anche altre infezioni. L’intervento ha richiesto molto tempo e grandi sforzi economici, ma nel lungo periodo ha eliminato la malaria dal territorio. Oggi in Italia si notificano alcuni casi di malaria, tutti di importazione e non autoctoni.
Individuo e comunità
Si modificano i comportamenti ad alto rischio con campagne di educazione, informazione e formazione sanitaria, soprattutto se coinvolgono gli operatori sanitari. L’educazione sanitaria mira all’abbandono dei comportamenti negativi e all’acquisizione di comportamenti positivi che spezzino la catena di contagio. È un intervento importante e spesso necessario, ma richiede grandi sforzi e non garantisce che i comportamenti vengano adottati e mantenuti: dovrebbero “entrare nel DNA”, non restare un comportamento occasionale.
Nella prevenzione delle infezioni occorre:
- fornire informazioni chiare sulle modalità di trasmissione e su come evitare di infettarsi;
- fare in modo che i comportamenti validi diventino abituali per ognuno;
- a scuola, educare gli allievi a uno stile di vita che elimini i comportamenti sconvenienti dal punto di vista sanitario, per esempio con l’educazione sessuale per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili.
🔗 Collegamenti
- Prevenzione delle Malattie Infettive — 📋 fa parte di
- Catena Infettiva — 💊 bersaglio dell’intervento
- Serbatoio e Sorgente di Infezione — 💊 misure sulla sorgente
- Notifica delle Malattie Infettive — 📋 misura sulla sorgente
- Misure Contumaciali — 📋 misura sulla sorgente
- Inchiesta Epidemiologica (Contact Tracing) — 📋 misura sulla sorgente
- Sanificazione — 📋 misura sull’ambiente
- Immunità Acquisita — 🔗 base dell’immunoprofilassi
- Vaccinazioni — 📋 immunoprofilassi attiva
- Controllo, Eliminazione ed Eradicazione — ⬇️ obiettivi della profilassi specifica