Processo Produttivo Sanitario (Input, Output, Outcome)

La chiave di lettura aziendale

Letta con la chiave di lettura aziendale, qualsiasi struttura sanitaria è un insieme di processi di trasformazione che utilizzano risorse per produrre risultati. È lo schema che descrive in estrema sintesi il funzionamento aziendale dell’ospedale.

Gli ospedali non nascono come aziende: nascono per rispondere ai problemi di salute, con la missione e lo scopo di servire (servant), e proprio per questo diventano spesso autoreferenziali. A un certo punto si capisce che, senza sovrapporre logiche di funzionamento aziendali, è molto difficile aumentare la qualità del servizio e la produttività delle risorse e rendere sostenibile il sistema (vedi Evoluzione dell’Ospedale in Azienda (Iatrocrazia, Burocrazia Professionale, Corporatization)).

Le quattro fasi

  1. Input: le risorse impiegate, tangibili (fondi, attrezzature) e intangibili (competenze professionali).
  2. Trasformazione: l’attività clinica e assistenziale.
  3. Output: la prestazione erogata, cioè il risultato primario.
  4. Outcome: l’impatto effettivo sulla salute del cittadino, cioè il risultato secondario.

L’esempio elementare: l’intervento chirurgico è l’output, il recupero della funzionalità del paziente è l’outcome.

Output e outcome non coincidono

La distinzione tra output e outcome è fondamentale: una prestazione può essere tecnicamente corretta (buon output) ma non incidere positivamente sullo stato di salute (outcome insoddisfacente).

Le misure che ne derivano

Mettendo in relazione input, output, outcome e obiettivi si ottengono le misure aziendali della struttura: efficienza, efficacia ed economicità (vedi Le Tre E (Efficienza, Efficacia, Economicità)). Dal 2010 l’azienda sanitaria non si limita più a misurare questi rapporti, ma interviene direttamente sui processi di trasformazione (vedi Seconda Fase di Aziendalizzazione (dal 2010)).

(Sezione espansa con: sbobina 23)

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