Infezioni Respiratorie Acute (ARI)

Radiografia del torace di un neonato di 16 giorni con bronchiolite: iperinsufflazione polmonare con diaframma appiattito e atelettasie bilaterali. Fonte: Wikimedia Commons, «Bronchiolitis chest X-ray.jpg» (Matteo Di Nardo, Daniela Perrotta, Francesca Stoppa, Corrado Cecchetti, Marco Ma; CC BY 2.0).

Definizione e sorveglianza

ARI (Acute Respiratory Infections): termine da memorizzare, perché nei confronti delle ARI sono attive le sorveglianze (Sorveglianza Epidemiologica).

Dalla stagione 2025-26 anche l’Italia ha raccolto questa indicazione, orientandosi verso una strategia di prevenzione basata sulle sorveglianze, sia epidemiologiche sia virologiche, che riguardano non più solo le ILI (Influenza-Like Illness, sindrome simil-influenzale), ma tutte le infezioni respiratorie acute. Le loro manifestazioni cliniche sono molto simili e sovrapponibili.

Burden

Le ARI sono importanti per la sanità pubblica per il loro burden:

  • Medico-clinico: bisogno di cure, accessi al pronto soccorso, forme complicate con occupazione di posti letto in terapia subintensiva e nei reparti di degenza.
  • Economico: risorse assorbite da assistenza e trattamenti, assenze da scuola e dal lavoro, con grandi ripercussioni soprattutto per i lavori socialmente utili. Delle ARI deve interessarsi quindi anche il mondo economico.

Eziologia

  • Il 90% delle ARI è di origine virale; esistono anche ARI di origine batterica.
  • Ampio spettro microbiologico di patogeni responsabili.

(Integrazione da: sbobina 12)

Morbosità e mortalità

  • Morbosità: soprattutto a carico dei bambini, in particolare sotto i 5 anni, da considerare nella prevenzione.
  • Mortalità: soprattutto a carico delle popolazioni adulte e anziane.

Caratteristiche epidemiologiche

  • Sorgente quasi esclusivamente umana (Serbatoio e Sorgente di Infezione).
  • Eliminazione precoce del microrganismo: esiste lo stato di portatore precoce; lo stato di portatore cronico non esiste o è raro.
  • Andamento endemico con riaccensioni epidemiche, spesso stagionale, con epidemie nei mesi freddi.
  • Notifiche quasi sempre sottostimate, proprio perché queste infezioni sono molto diffuse (Notifica delle Malattie Infettive).
  • Morbosità tipica dell’età infantile.
  • Prevenzione generale molto difficile (bisognerebbe vivere a distanza o con la mascherina per tutta la vita); per alcune sono possibili interventi vaccinali.

Prevenzione

Non si agisce solo a livello individuale con le misure classiche, come la profilassi specifica con i vaccini (Vaccinazioni), ma anche con interventi sull’ambiente e sugli stili di vita:

  • Riduzione dell’inquinamento atmosferico: le particelle inquinanti fanno da veicolo ai microrganismi, e l’inquinamento aumenta la suscettibilità di alcuni soggetti, soprattutto i bambini molto piccoli, predisponendoli alle ARI (Determinanti di Salute).
  • Nutrizione: condizioni nutritive non ottimali sono fattore di rischio per complicanze (Ruolo dell’Ospite nelle Infezioni).

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