Maturazione Cerebrale in Età Evolutiva

Direzione della maturazione

La maturazione del Cervello Cognitivo procede dall’interno in avanti: l’ultima zona a maturare è la corteccia prefrontale (PFC), sede dei funzionamenti cognitivi più sofisticati.

Se il Cervello Rettiliano è la cabina di regia delle funzioni di sopravvivenza, la PFC è la cabina di regia del successo nella vita. Contiene le funzioni di:

  • autoregolazione emotiva;
  • tolleranza alla frustrazione;
  • gestione della gratificazione istantanea (nella ludopatia il carico dopaminergico è fondamentale, vedi Dopamina e Offerta Dopaminergica dell’Ambiente);
  • soppressione degli impulsi (che nascono nel Cervello Emotivo e vanno imparati a regolare);
  • organizzazione del pensiero;
  • funzioni esecutive di pianificazione;
  • individuazione delle priorità;
  • valutazione delle conseguenze delle proprie azioni.

In altre parole, l’ultima parte del cervello a crescere è la parte capace di decidere.

La sfasatura del preadolescente

Nel cervello del preadolescente la maturazione corticale in più rispetto a un bambino di 5 anni è pochissima. Ne deriva una sfasatura tra:

  • il piano sotto (funzionamenti emotivi): al massimo, con un’iper-dotazione di potenziale e alta propensione ai comportamenti a rischio;
  • il piano sopra (funzionamenti cognitivi): relativamente immaturo, con un’ipo-dotazione di sistemi significativi e regolativi.

In Inside Out 2, quando Riley entra in preadolescenza compaiono tante nuove emozioni, e Riley agisce in modo emotivo senza regolare gli impulsi e senza curare le conseguenze.

Questo dà la dimensione della vulnerabilità del preadolescente al comportamento a rischio: la preadolescenza è un tempo deputato alla ricerca di sensazioni e all’adozione del rischio, con poche competenze per gestirlo in modo funzionale (→ Sensation Seeking e Risk Taking). La prevenzione diventa qui molto importante, ma è molto difficile da attuare; il mondo adulto deve capire come sostenere e progettare il funzionamento cognitivo in questo tempo.

Neuroni, connessioni e selezione

  • Il cervello con più neuroni è quello preadolescenziale: la massima maturità cerebrale in numero di neuroni si raggiunge a 14 anni, poi inizia la degenerazione.
  • La maturazione non dipende dal numero di neuroni ma dalle connessioni: il cervello matura in base all’esperienza, migliorando le connessioni sinaptiche. Nella PFC la maturazione corticale consiste in una riduzione dello spessore della corteccia.
  • Tra i 14 e i 20 anni il cervello tiene e cabla nelle proprie reti i neuroni attivati nei contesti relazionali ed esperienziali di vita: ciò che si fornisce in termini di nutrimento, esperienza e relazione stabilizza nel funzionamento mentale le reti costantemente stimolate.
  • Le reti che restano inattive vengono eliminate, non per invecchiamento ma per un processo di selezione.
  • Tra i 20 e i 24 anni non si ha più la neuroplasticità disponibile prima dei 20: generare connessioni sinaptiche e integrazioni tra aree della mente diventa molto più difficile.

Tempo di individuazione

Fino ai 14 anni il cervello si prepara a costruire un “grattacielo di trenta piani”: ha tutto ciò che serve per il massimo potenziale. L’adolescenza è chiamata tempo di individuazione: con il materiale in magazzino si decide che individui essere, cioè di che “casa” dotarsi per il proprio percorso di vita.

Per questo l’intervento preventivo-educativo in età evolutiva ha un impatto così importante: costruisce e modella la mente. L’età evolutiva è il tempo in cui si acquisisce lo stile di vita: tra gli 11 e i 18 anni va introdotta più prevenzione educativa possibile, per rafforzare le reti neurali utili.

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