Cluster — Basi Neuroscientifiche del Comportamento

Perché sapere non basta a cambiare comportamento: le neuroscienze come guida alla progettazione degli interventi preventivi. Il filo è anatomico-funzionale e poi evolutivo: si costruisce il modello del cervello a tre piani, si descrive ciascun piano dal basso verso l’alto, si isola la dopamina come leva che l’ambiente moderno sollecita di continuo, e infine si introduce il tempo — la maturazione della corteccia prefrontale e la sfasatura dell’adolescente, che spiega sensation seeking e rischio. La conclusione operativa è che l’intervento preventivo deve integrare emozione e cognizione, non informare soltanto.


Il modello

  • Cervello a Tre Piani — il modello, con la metafora di scale e ascensori, come guida per capire la produzione del rischio comportamentale.
  • Cervello Rettiliano — il piano terra della sopravvivenza: attivazione, danni e il fatto che non sia educabile.
  • Cervello Emotivo — il primo piano: le sei emozioni primarie e le quattro vie neuro-biochimiche della felicità.
  • Cervello Cognitivo — il secondo piano, solo umano: linguaggio, significato e funzioni.

La leva dopaminergica

Il fattore tempo: l’età evolutiva

La conseguenza per la prevenzione


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