Algoritmo Diagnostico e Screening della Cervice

Algoritmo classico

  1. Pap test a tutte le donne tra 25 e 64 anni, che sono quelle che dovrebbero sottoporsi allo screening.
  2. Nei casi dubbi per cellule atipiche, HPV test, per capire se si tratta di HPV a basso o ad alto rischio.
  3. Colposcopia, per documentare a livello istologico la ragione delle cellule atipiche squamose o ghiandolari: non si può eseguire un intervento maggiore come la conizzazione senza una diagnosi solida.

Algoritmo modificato: il Pap test di triage

L’algoritmo più recente usa il Pap test di triage nei programmi di screening, in funzione dell’età della paziente, perché a età diverse corrisponde un rischio diverso di infezione o di lesione:

  • 15–25 anni: massima incidenza di infezione da HPV, la maggior parte delle quali regredisce;
  • dai 30 anni: picco delle lesioni precancerose;
  • dai 40 anni: aumenta il rischio di lesioni invasive.

Di conseguenza, nelle donne giovani (25–30 anni) l’esame proposto è il Pap test, con HPV test riservato alle lesioni dubbie ed eventuale colposcopia; tra 35 e 64 anni si esegue prima l’HPV test e poi il Pap test di triage.

La sequenza del triage

Invito allo screening → prelievo di cellule cervicali → HPV test:

  • negativo → paziente a basso rischio: si ripete ogni 5 anni per tutta la durata dell’attività sessuale;
  • positivo → si esegue il Pap test di triage:
    • negativo → si ripete dopo 1 anno; se persistentemente negativo si prosegue negli anni successivi con HPV test e la paziente è considerata a rischio intermedio, che diventa basso se anche l’HPV test successivo è negativo;
    • positivo → colposcopia.

Perché funziona

Il triage si basa sulla diversa incidenza delle lesioni e identifica pazienti a rischio basso, intermedio e alto. La colposcopia viene riservata alle sole pazienti ad alto rischio.

➔ Netto miglioramento gestionale: la maggior parte della popolazione appartiene alle categorie di basso rischio, in cui le lesioni virali sono transitorie e regrediscono spontaneamente. Dove il monitoraggio dell’infezione da HPV con Pap test e test virale è eseguito in modo efficace, i carcinomi invasivi virtualmente scompaiono.

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