Carcinoma Squamoso Esofageo

Il 90% dei carcinomi esofagei. Si localizza in qualunque sede dell’esofago (inferiore, toracico-intermedio, craniale), dove di norma non si trova l’adenocarcinoma. Più frequente nei maschi adulti (> 50 anni).

Fattori di rischio

Alcol, fumo, nitrosamine, diete povere di frutta/verdura, irradiazione (radioterapia mediastinica), diverticoli, acalasia (ristagno → sovrainfezione batterica → nitrosamine), celiachia (familiarità).

Multicentricità esofagea poco frequente; molto più frequente l’associazione con carcinomi oro-faringo-laringei e polmonari (fattori di rischio comuni, soprattutto il fumo).

Clinica e morfologia

Disfagia e dolore retrosternale; lesione vegetante o ulcerata. La gradazione (G1–G3) ha valore prognostico marginale.

Varianti

  • Verrucosa — carcinoma squamoso estremamente ben differenziato, con gettoni epiteliali che si approfondano (invasivo) e spiccata ipercheratinizzazione; strutture che collegano la parte profonda alla superficie (detto anche cunicolato). Forma rara e meno aggressiva (minor tendenza a infiltrare).
  • Sarcomatoide — più aggressiva, rara. Transizione epitelio-mesenchimale: le cellule perdono le caratteristiche epiteliali, con spiccata tendenza a metastasi e infiltrazione locale.

Sopravvivenza per profondità di infiltrazione

La biologia (non solo il “momento della diagnosi”) determina la prognosi:

  • Carcinoma in situ → sopravvivenza 100% (metastasi 0%);
  • Carcinoma intramucoso → ~100% (metastasi linfonodali < 5%);
  • Carcinoma superficiale (limitato alla sottomucosa) → ~50% (metastasi linfonodali 20–50%, spesso multifocali);
  • Infiltrazione della tunica muscolare o oltre → < 10%.

Le caratteristiche genetiche/molecolari presenti fin dall’inizio influenzano l’evoluzione: un carcinoma intramucoso è biologicamente diverso da uno invasivo (vedi Lesioni Preinvasive (Displasia e Neoplasia Intraepiteliale)).

Diagnosi

  • Endoscopia con biopsia (come per l’adenocarcinoma).
  • Citologia: poco usata in Occidente, ma in Cina/Giappone (alta incidenza) si applicano programmi di screening con brushing esofageo con buoni risultati. Possibili: citologia esfoliativa, brushing endoscopico (ottima accuratezza, specie con biopsia contestuale), agoaspirato su lesioni metastatiche (es. linfonodo laterocervicale) o sotto guida ecografica.
  • Diagnostica intraoperatoria: valutazione dei margini di resezione (3 cm sia squamoso sia adeno), attenzione ai tumori multifocali e ai danni da radioterapia. Per l’adenocarcinoma su Barrett il margine prossimale non deve contenere Barrett (mucosa esofagea normale). Il margine radiale si valuta sul pezzo definitivo.

Stadiazione TNM

Come per l’adenocarcinoma, con la stessa logica esofago/stomaco (esistono rari carcinomi squamosi gastrici): metastasi a linfonodi “dell’altro organo” → M1. La lunghezza del tumore è fattore indipendente a parità di stadio: i superficially spreading carcinoma crescono lateralmente nella mucosa e possono raggiungere il margine di resezione → l’anello del margine esofageo va esaminato integralmente.

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