Criteri di Scelta Terapeutica nel Carcinoma della Mammella
Carcinoma mammario metastatico alla pleura: immunoistochimica per il recettore degli estrogeni. Fonte: Wikimedia Commons (Yale Rosen from USA, CC BY-SA 2.0).
Carcinoma in situ
Si esegue la chirurgia, o al massimo si aggiunge il Tamoxifen, per ridurre il rischio che il carcinoma in situ — già espressione di fattori di rischio — diventi esso stesso fattore di rischio per lo sviluppo di un carcinoma invasivo.
Carcinoma invasivo
I criteri utilizzati per la gestione clinica sono:
- il grado di differenziazione (importante);
- l’attività proliferativa;
- ER e PgR;
- HER2, che ha una terapia specifica (Trastuzumab);
- l’invasione vascolare peritumorale;
- le dimensioni del tumore;
- le preferenze della paziente (importantissime).
La decisione è relativamente semplice davanti a un tumore aggressivo — G3, invasione vascolare, grosso diametro, triplo negativo, Ki-67 elevato: si opta per il trattamento chemioterapico. La paziente va comunque informata su tutti i trattamenti possibili, scegliendo il più efficace per la malattia.
Altri tumori sono candidati alla terapia endocrina: bassa proliferazione, alta differenziazione, assenza di invasione vascolare, alti livelli di recettori progestinici, linfonodi negativi, dimensioni piccole. In questi casi occorre intervenire limitando gli effetti collaterali della cura stessa.
È soprattutto per i tumori intermedi che si è cercato di oggettivare la soggettività della scelta, così da somministrare la chemioterapia solo quando è effettivamente necessaria (vedi Oncotype DX).
🔗 Collegamenti
- Oncotype DX — ➡️ strumento per oggettivare la scelta nei casi intermedi
- Terapia Ormonale del Carcinoma della Mammella — 💊 terapia endocrina
- Terapia Anti-HER2 (Trastuzumab e Lapatinib) — 💊 terapia mirata
- Classificazione Molecolare del Carcinoma della Mammella — ⬆️ sottotipo come determinante della scelta
- Grading dei Carcinomi Invasivi (Metodo di Elston-Ellis) — 🔗 il grado fra i criteri decisionali