Processazione del Campione Istologico

Prima di poter essere osservato al microscopio, un campione istologico (il più complesso è il pezzo operatorio) deve subire una sequenza di trattamenti:

  1. Campionamento (riduzione)
  2. Fissazione (non va messo in soluzione fisiologica)
  3. Inclusione in Paraffina (disidratazione → diafanizzazione → inclusione)
  4. Taglio con microtomo
  5. Colorazione

Microtomo elettrico. Fonte: Wikimedia Commons (Michal Maňas, CC BY 4.0).

Campionamento (riduzione)

Una volta prelevato il pezzo operatorio se ne seleziona una parte, riducendolo in pezzetti più piccoli: non è possibile analizzare l’organo intero, quindi si scelgono campioni rappresentativi della malattia, capaci di dare informazioni rilevanti per il dato clinico (diagnosi, ma anche prognosi e stadiazione).

Il campionamento può avvenire su materiale fresco (appena prelevato) o su materiale fissato, a seconda dell’organizzazione del laboratorio. Il campione fresco richiede più dimestichezza e dev’essere immediatamente fissato, presupposto per evitare la degradazione. Il campione già fissato va preparato adeguatamente (tagli, apertura degli organi cavi) per consentire al fissativo di penetrare bene.

Taglio (microtomo)

Il blocchetto impregnato di paraffina viene inserito in un microtomo, strumento provvisto di lama su cui si fa scorrere il campione imponendo lo spessore desiderato. Il microtomo lavora a temperatura ambiente ed è quindi diverso dal criostato (usato nella Diagnosi Intraoperatoria), che raffredda a −20/−25 °C per tagliare il campione congelato. Il taglio deve dare uno spessore omogeneo in tutta la sezione.

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