Tumori dell’Osso (Generalità e Classificazione)

Epidemiologia

I tumori dell’osso sono ancora più rari dei tumori dei tessuti molli: i tumori maligni dell’osso sono circa 2000 nuovi casi/anno negli USA, con numeri simili in Europa.

La maggior parte è benigna. Tra i maligni, alcuni sono ben conosciuti: Osteosarcoma, Condrosarcoma e le forme maligne del tumore a cellule giganti.

Approccio multidisciplinare

La gestione richiede l’attività combinata di chirurgo, radiologo, patologo, oncologo, radioterapista e fisioterapista, come nei tumori dei tessuti molli. Il peso dell’approccio multidisciplinare cresce con l’importanza clinica della malattia e con l’ampiezza della demolizione: un lipoma non richiede il fisioterapista, mentre per le forme dei gruppi III e IV della classificazione manageriale, che richiedono ampie demolizioni, è fondamentale. L’iter diagnostico e terapeutico segue una programmazione precisa (vedi Diagnosi e Trattamento dei Tumori dell’Osso).

Criteri descrittivi

I tumori dell’osso si descrivono con un approccio pratico basato su:

L’aspetto radiologico ha un ruolo fondamentale: anche il patologo deve fare riferimento al quadro radiologico per interpretare correttamente il reperto, soprattutto quando la lesione non arriva come campione operatorio completo. Una lesione benigna non comporta il sacrificio di segmenti ossei: viene asportata con il curettage (asportazione completa con contemporanea frammentazione) e arriva al patologo come frammenti multipli di piccola taglia.

Classificazione WHO

La classificazione WHO dei tumori dell’osso è molto complessa. Il corso considera solo alcune entità, soprattutto i tumori cartilaginei e osteogenici.

Classificazione istogenetica

Come per i tumori dei tessuti molli, nell’ambito di ciascun gruppo istogenetico si distinguono tumori benigni, maligni e una categoria intermedia.

  1. Tumori osteogenici (capacità di produrre osso)

  1. Tumori a differenziazione cartilaginea
  2. Tumori a origine sconosciuta (linea differenziativa non nota)

🔗 Collegamenti