Antibiotici Concentrazione-dipendenti
Per questi antibiotici il parametro che conta è la Cmax, la concentrazione massima raggiunta: nei battericidi, più alta è la Cmax, maggiore è il killing dei germi. In pratica si usano mono-somministrazioni giornaliere.
Aminoglicosidi
Sono la categoria concentrazione-dipendente per eccellenza. Molto efficaci, ma con tossicità significativa: rischio di ototossicità e nefrotossicità. Per questo richiedono il Therapeutic Drug Monitoring (TDM), in cui si valutano due parametri:
- Picco: prelievo al momento della massima concentrazione attesa; correla con l’efficacia.
- Valle: prelievo immediatamente prima della dose successiva; riflette il farmaco ancora in circolo, indicativo dell’esposizione totale.
Negli aminoglicosidi si misura la valle per verificare che rientri in un range di sicurezza.
Caso clinico: gentamicina
Paziente in gentamicina ogni 24 h; il TDM sulla valle mostra valori sopra il range. La scelta corretta è dilazionare l’intervallo di somministrazione, non ridurre la dose: la Cmax è fondamentale per l’efficacia e ridurre la dose la comprometterebbe. Aumentando l’intervallo si riduce l’esposizione totale (AUC) mantenendo una Cmax efficace, e si abbassa il rischio di tossicità.
🔗 Collegamenti
- Correlazione PK-PD degli Antibiotici e MIC — 📋 categoria PK/PD
- Monitoraggio Terapeutico dei Farmaci (TDM) — 🔗 obbligatorio per gli aminoglicosidi
- Antibiotici Tempo-dipendenti — 🔄 categoria opposta
- Antibiotici AUC-dipendenti — 🔄 categoria intermedia