Antibiotici AUC-dipendenti

Alcuni antibiotici non dipendono primariamente né dal tempo sopra la MIC né dalla sola Cmax, ma dall’esposizione totale nel tempo, espressa come rapporto AUC/MIC (Area Under the Curve rispetto alla MIC). Si valuta l’intera curva concentrazione-tempo, si calcola l’AUC totale e la si confronta con la MIC: un rapporto AUC/MIC sopra una certa soglia (es. 80%) è considerato adeguato.

Esempi: tetracicline (in clinica la Doxiciclina), Vancomicina, Daptomicina. Si aggiungono i macrolidi come l’Azitromicina e il Linezolid (Oxazolidinoni).

Struttura della Vancomicina (PubChem CID 14969). Formula C₆₆H₇₅Cl₂N₉O₂₄, PM 1449,2 g/mol. È il farmaco su cui il dosaggio AUC/MIC ha sostituito nella pratica il vecchio monitoraggio della sola concentrazione di valle: l’obiettivo raccomandato è AUC₂₄/MIC ≥ 400 nelle infezioni gravi da MRSA.

Va ricordato che il parametro AUC/MIC è usato anche per i concentrazione-dipendenti (aminoglicosidi, fluorochinoloni), dove l’obiettivo è massimizzare la concentrazione: si calcola il rapporto tra AUC nelle 24 h e MIC, oppure tra picco e MIC.

Pazienti critici e infusione continua

Nei pazienti critici i parametri PK/PD guidano strategie di somministrazione in evoluzione: per i beta-lattamici si adotta sempre più l’infusione continua — è il caso ormai standard di piperacillina-Tazobactam e Meropenem in rianimazione, dove l’obiettivo è tenere il T > MIC al 100% dell’intervallo. La giustificazione è l’elevata variabilità emodinamica del paziente critico, che rende imprevedibile la farmacocinetica e porta a concentrazioni plasmatiche molto variabili (picchi elevati o livelli sub-terapeutici). Questi pazienti possono inoltre avere disfunzione renale fluttuante o alterata distribuzione del farmaco. In tali casi il TDM diventa cruciale per regolare la dose.

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