Anticorpi Deplezionanti i Linfociti (Basiliximab, OKT-3, Thymoglobulin)

Immunosoppressori del meccanismo 5: una volta attivati i linfociti T, si eliminano le cellule immunitarie (sia quelle sviluppate contro il graft, sia quelle di una risposta autoimmune) con anticorpi monoclonali o policlonali. Impiegati soprattutto nel rigetto acuto.

Basiliximab

Anticorpo chimerico diretto contro il recettore dell’interleuchina 2. I trapiantologi lo danno il giorno prima e il giorno dopo l’intervento per mascherare il recettore dell’IL-2 e impedire l’attivazione dei linfociti T. (Osservazione critica: il recettore ad alta affinità dell’IL-2 compare solo dal primo giorno, quindi darlo prima ha senso solo come loading dose farmacocinetica; servirebbe proseguirlo qualche giorno per mascherarlo davvero.)

Thymoglobulin

Siero policlonale ottenuto iniettando timo umano nel coniglio e ricavandone le IgG. Nelle risposte iperacute del rigetto si inietta il siero per colpire il maggior numero possibile di citochine e recettori dei linfociti T.

Immunoglobuline umane aspecifiche

Per il rigetto acuto, spesso dovuto ad anticorpi del ricevente contro il donatore, si somministrano IgG aspecifiche: competono per il recettore neonatale dell’Fc (FcRn), abbassando la quantità di immunoglobuline circolanti che colpiscono l’organo trapiantato.

OKT-3 (Muromonab)

Anticorpo monoclonale murino (l’unico anticorpo murino ancora in uso terapeutico). Riconosce il CD3 dei linfociti T e li uccide tutti. Dato in grandi quantità per qualche giorno nella fase del rigetto acuto.

⚠️ La prima somministrazione provoca la sindrome da rilascio di citochine: legando il CD3, l’anticorpo prima attiva i linfociti T e solo dopo li elimina: febbre alta, ipotensione, edema polmonare. È il motivo per cui si premedica con glucocorticoide e antistaminico — e, insieme all’immunogenicità dell’anticorpo murino, la ragione per cui l’OKT-3 è oggi ritirato dal commercio in Europa e negli Stati Uniti, sostituito dalla Thymoglobulin.

Induzione o rescue: due usi diversi

Gli anticorpi di questa nota si dividono per quando si usano, non per cosa colpiscono:

  • Induzione (prima e subito dopo il trapianto, per coprire la fase più rischiosa): Basiliximab nel paziente a rischio standard, Thymoglobulin in quello ad alto rischio immunologico.
  • Rescue (rigetto acuto già in corso): Thymoglobulin, immunoglobuline aspecifiche, e in caso di rigetto anticorpo-mediato anche plasmaferesi e Rituximab.

Molecole della classe

MolecolaBersaglioParticolarità
basiliximabcatena α del recettore dell’IL-2 (CD25)anticorpo chimerico; non deplezionante, blocca soltanto; ottima tollerabilità, nessuna sindrome citochinica
Thymoglobulinsiero policlonale anti-timociti da conigliocolpisce molti bersagli insieme; ⚠️ malattia da siero, citopenie profonde, riattivazione CMV
muromonab (OKT-3)CD3l’unico anticorpo murino usato in terapia; ⚠️ sindrome da rilascio di citochine; ritirato dal commercio
immunoglobuline aspecifichecompetono per il recettore FcRnabbassano gli anticorpi del ricevente contro il donatore
alemtuzumabCD52deplezione profonda e prolungata di T e B; usato off-label nell’induzione e registrato nella sclerosi multipla

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