Schema Terapeutico della Profilassi del Rigetto

Combinazione tipica di immunosoppressori usata per prevenire il rigetto di un trapianto, agendo sulle diverse fasi del riconoscimento immunitario.

Terapia di base

  • Mattina del trapianto: Tacrolimus (preferito alla Ciclosporina per la minore nefrotossicità; in alternativa Ciclosporina).
  • Primi 30-40-50 giorni: aggiunta di un glucocorticoide (dosaggi sull’ordine dei 100 mg/die; per confronto, in un episodio acuto di sclerosi multipla il cortisone si dà a 1 g/die). Non si può proseguire a vita per gli effetti metabolici.
  • Terzo farmaco: Micofenolato (prima linea, antimetabolita selettivo per i linfociti).
  • Intorno all’intervento, Basiliximab (anti-recettore IL-2) il giorno prima e il giorno dopo.

Se si va verso il rigetto acuto

Dopo Tacrolimus/Ciclosporina, glucocorticoidi e Micofenolato, se il paziente vira verso il rigetto acuto si può aggiungere Sirolimus o Azatioprina. Se le cose vanno male si aggiungono anche Abatacept o Belatacept, oppure anticorpi deplezionanti (Thymoglobulin, OKT-3, Ig aspecifiche, Rituximab).

Logica per fasi

Più si allontana e si attenua la piena attivazione dei linfociti T, più si posticipa il rigetto: i farmaci coprono in serie le fasi iniziali (riconoscimento → attivazione → proliferazione).

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