Inibitori di mTOR (Sirolimus, Everolimus)

Immunosoppressori che agiscono nella fase successiva ai CNI: dopo la produzione di IL-2 e il signaling del suo recettore, il linfocita già selezionato deve proliferare, e per farlo IL-2 deve attivare mTOR (Mammalian Target of Rapamycin). mTOR attiva proteine che stimolano traduzione e sintesi proteica, necessarie alla proliferazione.

Meccanismo

Sirolimus (rapamicina, antibiotico scoperto sull’isola di Rapa Nui) ed Everolimus, tramite un’immunofillina, inibiscono direttamente mTOR. Bloccano quindi la crescita cellulare a valle dei CNI: questi impediscono l’azione su NF-AT, gli inibitori di mTOR impediscono l’attivazione di mTOR — due meccanismi in serie.

Indicazioni e tossicità

Nella profilassi del rigetto si associa il Sirolimus al Tacrolimus quando, subito dopo il trapianto, il paziente inizia a rispondere alla presenza del graft. Più si allontana la piena attivazione dei linfociti T, più si posticipa il rigetto. Usato anche in alcune malattie autoimmuni.

Effetto avverso da monitorare: il Sirolimus può dare fibrosi polmonare (meccanismo non del tutto chiaro).

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