Inibitori di mTOR (Sirolimus, Everolimus)
Immunosoppressori che agiscono nella fase successiva ai CNI: dopo la produzione di IL-2 e il signaling del suo recettore, il linfocita già selezionato deve proliferare, e per farlo IL-2 deve attivare mTOR (Mammalian Target of Rapamycin). mTOR attiva proteine che stimolano traduzione e sintesi proteica, necessarie alla proliferazione.
Meccanismo
Sirolimus (rapamicina, antibiotico scoperto sull’isola di Rapa Nui) ed Everolimus, tramite un’immunofillina, inibiscono direttamente mTOR. Bloccano quindi la crescita cellulare a valle dei CNI: questi impediscono l’azione su NF-AT, gli inibitori di mTOR impediscono l’attivazione di mTOR — due meccanismi in serie.
_19112024_MAB-e-IMMUNOSOPPRESSORI/media/21farmacologia-f19112024mab-e-immunosoppressori-img60.jpg)
_19112024_MAB-e-IMMUNOSOPPRESSORI/media/21farmacologia-f19112024mab-e-immunosoppressori-img42.png)
Indicazioni e tossicità
Nella profilassi del rigetto si associa il Sirolimus al Tacrolimus quando, subito dopo il trapianto, il paziente inizia a rispondere alla presenza del graft. Più si allontana la piena attivazione dei linfociti T, più si posticipa il rigetto. Usato anche in alcune malattie autoimmuni.
Effetto avverso da monitorare: il Sirolimus può dare fibrosi polmonare (meccanismo non del tutto chiaro).
🔗 Collegamenti
- Inibitori della calcineurina (ciclosporina, tacrolimus) — ⬆️ agiscono a monte, in serie
- Schema Terapeutico della Profilassi del Rigetto — 🔗 aggiunti se il trapianto va male
- Recettori con Attività Enzimatica Intrinseca — 🔗 mTOR a valle del signaling