Desloratadina

Scheda-farmaco — molecola della classe Antistaminici Anti-H1 di Terza Generazione. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.

Classe: antagonista H1 di terza generazione, metabolita attivo della loratadina · ATC: R06AX27 · Nomi commerciali (IT): Aerius, Azomyr · PubChem CID 124087

Perché questa molecola

È l’illustrazione letterale della definizione che la nota madre dà della terza generazione: metabolita terminale attivo, più potente della molecola-madre, somministrato a dose più bassa. La loratadina si prende a 10 mg, la desloratadina a 5 mg — metà dose per un’affinità su H1 di circa un ordine di grandezza superiore, ed è esattamente il ragionamento che il docente usa per spiegare perché la terza generazione si dosi meno.

Il secondo delta è l’emivita di ~27 ore, la più lunga della categoria: è ciò che rende la monosomministrazione davvero coperta sulle 24 ore e che spiega l’osservazione, riportata nella nota madre, di un’efficacia che persiste per giorni dopo la sospensione.

Il terzo è una peculiarità che nessun altro anti-H1 ha: esiste una quota di popolazione — circa il 6% dei caucasici e il 20% degli afro-americani — geneticamente “scarsi metabolizzatori della desloratadina”, in cui l’esposizione è circa tripla. Non ha comportato problemi di sicurezza negli studi, ma è l’unico esempio di polimorfismo farmacogenetico in questa classe.

Struttura

Struttura 2D della desloratadina (PubChem CID 124087). Formula C₁₉H₁₉ClN₂, PM 310,8 g/mol.

È la loratadina privata del carbammato etilico sull’azoto piperidinico — da cui il nome, des-carboetossi-loratadina. L’azoto torna a essere un’ammina secondaria libera, protonabile a pH fisiologico: la molecola diventa più basica e lega H1 molto meglio, ma non abbastanza lipofila da sedare.

Farmacodinamica

Catena d’azione: desloratadina → antagonismo inverso su H1, ad altissima affinità e lenta dissociazione → ↓vasodilatazione, permeabilità, prurito, rinorrea; a valle del blocco H1, riduzione indiretta del rilascio di citochine e leucotrieni — l’«effetto antinfiammatorio modesto» che la nota madre elenca come terza attività.

flowchart TD
  A["LORATADINA 10 mg"] -->|"CYP3A4 / CYP2D6<br/>rimozione del carbammato"| B["DESLORATADINA 5 mg"]
  B --> C["antagonismo inverso H1<br/>affinità ~10x, dissociazione lenta"]
  C --> D["↓ vasodilatazione, permeabilità,<br/>prurito, rinorrea"]
  C --> E["↓ rilascio di citochine e leucotrieni<br/>= effetto antinfiammatorio indiretto"]
  B --> F["metabolita terminale:<br/>NESSUN ulteriore metabolismo obbligato"]
  F --> G["indipendenza dagli inibitori del CYP3A4<br/>(macrolidi, azoli)"]
  B --> H["emivita ~27 h"]
  H --> I["monosomministrazione, copertura piena 24 h"]
  B -.->|"~6% caucasici, ~20% afro-americani"| J["scarsi metabolizzatori:<br/>esposizione ~3x, senza impatto clinico"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: buona; Tmax ~3 ore. Il cibo non interferisce.
  • Profarmaco: no — è il metabolita attivo terminale.
  • Metabolismo: limitato, a 3-idrossidesloratadina (glucuronidata); nessun CYP dominante identificato, il che è precisamente la ragione dell’assenza di interazioni.
  • Emivita: ~27 ore → monosomministrazione giornaliera.
  • Eliminazione: urinaria e fecale in misura circa equivalente.

Posologia e monitoraggio

Adulto e bambino > 12 anni: 5 mg una volta al giorno, indipendentemente dai pasti. Bambino 1–5 anni 1,25 mg, 6–11 anni 2,5 mg (sciroppo). Nessun monitoraggio di laboratorio.

Tossicità

  • Molto ben tollerata: cefalea, secchezza delle fauci, affaticamento — tutti a frequenza prossima al placebo.
  • Nessun effetto sul QT ai dosaggi terapeutici né a dosi sovraterapeutiche testate.
  • Sedazione assente alle dosi raccomandate; compare se si superano i 7,5 mg.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità alla desloratadina o alla loratadina — la cross-reattività è scontata, essendo una il metabolita dell’altra.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale → somministrazione a giorni alterni nelle forme gravi; insufficienza epatica → cautela e dose a giorni alterni, ed è la controindicazione relativa che la nota madre segnala per l’intera terza generazione; gravidanza e allattamento → sconsigliata, salvo necessità.
  • Interazioni rilevanti: nessuna clinicamente significativa. Gli studi con eritromicina e ketoconazolo mostrano un aumento modesto delle concentrazioni senza effetti su ECG o tollerabilità — è l’evidenza formale del vantaggio di classe descritto dalla nota madre.
  • Antidoto: non pertinente; non rimossa dall’emodialisi.

Posto in terapia

Prima linea nella rinite allergica stagionale e perenne e nell’orticaria cronica spontanea, con l’indicazione elettiva nei pazienti in politerapia — in particolare chi assume macrolidi o antifungini azolici, dove la terza generazione è preferita proprio perché non dipende dal CYP3A4.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 124087 (struttura, formula, ATC R06AX27); DailyMed SPL desloratadine (posologia, PK, emivita, fenotipo dei poor metabolizers, studi di interazione); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.