Farmaci Ansiolitici

I farmaci ansiolitici riducono l’ansia, ma il loro profilo farmacologico li rende utili anche in altri contesti clinici: hanno effetto sedativo-ipnotico (sedazione e induzione del sonno), sono usati come miorilassanti, in pre-anestesia e come anticonvulsivanti nell’epilessia.

I disturbi d’ansia hanno caratteristiche molto diverse tra loro: è quindi impossibile un singolo farmaco efficace in tutti i quadri.

Sviluppo “al contrario” rispetto ad altre patologie

Per la maggior parte delle patologie il farmaco nasce dalla conoscenza dell’alterazione molecolare (es. nella schizofrenia, vedi Sistemi Neurotrasmettitoriali nella Schizofrenia). Per i disturbi d’ansia le alterazioni molecolari non erano note, quindi la farmacologia ha proceduto in modo empirico: di fronte a una patologia di grande angoscia, preoccupazione e agitazione, si è scelto di modulare il principale sistema inibitorio dell’organismo, quello del GABA (Neurotrasmettitore) — una scommessa inizialmente non suffragata da evidenze. Solo dopo le analisi molecolari hanno confermato alterazioni a carico del GABA, che è infatti il bersaglio delle Benzodiazepine.

Substrato neuroanatomico

In tutti i disturbi d’ansia è presente un’ipoattività della corteccia prefrontale. Alcuni quadri coinvolgono aree specifiche:

  • Iperattività dell’amigdala → insorgenza di paure e fobie.
  • Iperattività del nucleo del letto della stria terminale (BNST) / insula → stato di vigilanza e apprensione cronica, tipico dell’ansia generalizzata.

Non esistono ancora farmaci specifici per i singoli disturbi: la conoscenza delle aree coinvolte alimenta la speranza di svilupparli in futuro.

Neurotrasmettitori coinvolti

Oltre al GABA, una patologia così complessa coinvolge anche serotonina, noradrenalina e fattore di rilascio della corticotropina (CRF) — coerentemente con la componente di stress del disturbo. Questo spiega perché farmaci che agiscono su questi sistemi (antidepressivi, antipsicotici) possano avere utilità nell’ansia.

Farmaci impiegati

  • Benzodiazepine — ansiolitici per eccellenza.
  • Barbiturici — primi farmaci GABAergici, oggi solo in contesti molto controllati.
  • Alcuni β-bloccanti.
  • Buspirone (usato anche come antidepressivo).
  • Pregabalin (usato anche come antiepilettico).

In questi disturbi è molto utile l’approccio integrato, sia farmacologico che psicoterapeutico.

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