Liraglutide

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Modulatori delle Incretine (GLP-1 agonisti e DPP-4 inibitori). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: agonista del recettore del GLP-1, primo analogo acilato · ATC: A10BJ02 · Nomi commerciali (IT): Victoza (diabete, fino a 1,8 mg) e Saxenda (obesità, fino a 3 mg) — stessa molecola, due dosi e due indicazioni · PubChem CID 16134956

Perché questa molecola

È la molecola che ha introdotto la strategia dell’acilazione, il trucco farmacocinetico su cui è costruita tutta la generazione successiva. A differenza dell’exenatide, che è un peptide di lucertola, la liraglutide è un analogo del GLP-1 umano al 97%: cambia un solo amminoacido (Lys34→Arg) e soprattutto porta un acido palmitico (C16) agganciato alla Lys26 tramite uno spaziatore γ-glutammico.

Quella catena grassa fa tre cose insieme: favorisce l’autoassociazione in eptameri nel sottocute (rallentando l’assorbimento), fa legare il peptide all’albumina in circolo per oltre il 98% (sottraendolo alla filtrazione renale) e schermano sterica­mente il sito di taglio della DPP-4. Il risultato è un’emivita di 13 ore contro le 2,4 dell’exenatide: una sola iniezione al giorno, indipendente dai pasti.

Il secondo motivo per cui conta è clinico. Lo studio LEADER (2016) ha dimostrato una riduzione della morte cardiovascolare e della mortalità totale nel diabetico ad alto rischio: è stato il primo agonista GLP-1 a farlo, e ha aperto la strada al riconoscimento del beneficio cardiovascolare della classe. E lo studio SCALE ha portato la stessa molecola, a dose 3 mg, a essere il primo agonista GLP-1 approvato per l’obesità anche senza diabete — l’inizio di una storia che la semaglutide avrebbe poi portato molto più lontano.

Struttura

Struttura cristallografica della liraglutide — PDB 4APD. Il peptide (31 amminoacidi) mantiene l’α-elica del GLP-1 nativo e si dispone in eptameri: è l’autoassociazione indotta dalla catena di acido palmitico che ne rallenta l’assorbimento dal sottocute. Formula C₁₇₂H₂₆₅N₄₃O₅₁, PM 3751,2 g/mol (PubChem CID 16134956).

Farmacodinamica

Stesso bersaglio della classe — recettore del GLP-1, Gs, cAMP, insulina glucosio-dipendente, soppressione del glucagone, rallentamento gastrico, sazietà ipotalamica. Il delta è tutto nella catena acilica e in ciò che ne consegue.

flowchart TD
  A["liraglutide: GLP-1 umano al 97% + acido palmitico C16 su Lys26"] --> B["autoassociazione in eptameri nel sottocute"]
  A --> C["legame all'albumina > 98%"]
  A --> D["sito di taglio della DPP-4 schermato"]
  B --> E["emivita 13 h -> una iniezione al giorno"]
  C --> E
  D --> E
  A --> F["recettore del GLP-1 (Gs, cAMP)"]
  F --> G["insulina glucosio-dipendente"]
  F --> H["glucagone soppresso"]
  F --> I["svuotamento gastrico rallentato -> nausea"]
  F --> L["sazieta ipotalamica -> calo ponderale"]
  G --> M["HbA1c in calo di ~1,1-1,5%"]
  H --> M
  F --> N["effetti vascolari e antinfiammatori"]
  N --> O["riduzione di morte CV e mortalita totale (LEADER)"]

Livello meccanicistico completo in Modulatori delle Incretine (GLP-1 agonisti e DPP-4 inibitori).

Farmacocinetica

  • Somministrazione: sottocutanea, una volta al giorno, a qualsiasi ora, indipendentemente dai pasti (differenza pratica importante rispetto all’exenatide BID, che va fatta prima del pasto).
  • Biodisponibilità sc: ~55%; picco a 8-12 h.
  • Legame proteico: > 98% all’albumina.
  • Emivita: ~13 h.
  • Metabolismo: degradazione proteolitica endogena come una proteina qualunque (DPP-4 e endopeptidasi neutre), senza organo di eliminazione dedicato: non si accumula né nel rene né nel fegato.
  • Insufficienza renale: nessun aggiustamento fino all’eGFR di 15 ml/min — vantaggio netto rispetto all’exenatide.
  • Immunogenicità: bassa (~8,6% di anticorpi), grazie all’omologia del 97% con il peptide umano.

Posologia e monitoraggio

Victoza (diabete): 0,6 mg/die sc per una settimana, poi 1,2 mg, eventualmente 1,8 mg. Saxenda (obesità): titolazione settimanale di 0,6 mg fino a 3 mg/die. La titolazione lenta non serve all’efficacia ma alla tollerabilità gastrointestinale: saltarla significa nausea e abbandono della terapia. Si monitorano HbA1c, peso, circonferenza vita, e si sorveglia la comparsa di dolore addominale (pancreatite) o di noduli/disfagia (tiroide). Nella donna fertile va discussa la contraccezione: il farmaco è controindicato in gravidanza.

Tossicità

  • Disturbi gastrointestinali — nausea (fino al 40%), vomito, diarrea, stipsi: dominanti nelle prime settimane, poi in attenuazione. Sono la causa principale di sospensione.
  • Pancreatite acuta — rara, segnale di classe; sospendere immediatamente in caso di dolore addominale severo e persistente irradiato al dorso.
  • Colelitiasi e colecistite — favorite dal calo ponderale rapido e dalla ridotta contrattilità della colecisti; l’incidenza è dose-dipendente ed è più alta con Saxenda.
  • Tachicardia sinusale (aumento di 2-3 bpm della frequenza a riposo, di significato clinico incerto).
  • Insufficienza renale acuta — quasi sempre mediata dalla disidratazione da vomito e diarrea.
  • Iperplasia delle cellule C e carcinoma midollare della tiroide nei roditori — non dimostrato nell’uomo, ma è la base della controindicazione formale.
  • Ipoglicemia solo in associazione a sulfaniluree o insulina.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità; anamnesi personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide o sindrome MEN2; pancreatite pregressa (cautela forte); gravidanza e allattamento; DM1 e chetoacidosi.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale → nessun aggiustamento fino a eGFR 15; insufficienza epatica → nessun aggiustamento, dati limitati nella grave; gastroparesi o malattia infiammatoria intestinale attiva → evitare; chirurgia in anestesia generale ed endoscopia → il rallentamento gastrico aumenta il rischio di ab ingestis, e le società anestesiologiche raccomandano la sospensione preoperatoria.
  • Interazioni rilevanti: poche e tutte mediate dallo svuotamento gastrico rallentato, che ritarda l’assorbimento dei farmaci orali. Rilevante per farmaci a stretto indice terapeutico e per il warfarin (monitorare l’INR). Nessuna interazione sui CYP.
    • Sulfaniluree e insulina → ridurne preventivamente la dose.
    • Non associare a un inibitore della DPP-4 né a un altro agonista GLP-1: stesso asse, nessun guadagno.

Posto in terapia

Nel diabete tipo 2 è uno dei farmaci di prima scelta dopo (o insieme a) la metformina nel paziente con malattia cardiovascolare aterosclerotica o in cui il calo ponderale sia un obiettivo, forte dei dati LEADER. Nell’obesità (Saxenda) è stata la prima della classe ad avere l’indicazione, oggi in gran parte superata dalla semaglutide e dalla tirzepatide, più efficaci e settimanali. Resta però la molecola che ha dimostrato che si poteva fare.

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Fonti: PubChem CID 16134956 (formula, PM, ATC A10BJ02); PDB 4APD (struttura cristallografica della liraglutide) per l’organizzazione in eptameri; EMA SmPC di Victoza e Saxenda e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia, controindicazioni tiroidee e interazioni. Consultate il 2026-08-14.