Meccanismi d’Azione dei MAB in Terapia

I meccanismi con cui un anticorpo monoclonale esercita un effetto terapeutico sono tre, classificati in base a dove sta l’antigene e a cosa fa l’anticorpo.

Classe 1 — antigene cell-bound con deplezione (cell-bound antigen with depletion)

L’anticorpo riconosce un antigene sulla superficie di una cellula (spesso tumorale, ma anche batterica). Il suo frammento cristallizzabile (Fc) è costruito in modo da reclutare le natural killer o il complemento: per via cellulo-mediata o complemento-mediata si ottiene la lisi della cellula. Usato in oncologia e nelle malattie autoimmuni. Esempio: il rituximab porta a morte il linfocita B, sia tumorale sia normale produttore di autoanticorpi; il suo successore umanizzato ocrelizumab fa lo stesso privilegiando l’ADCC. Sullo stesso principio agiscono gli anticorpi deplezionanti i linfociti usati nell’induzione del trapianto.

Classe 2 — antigene cell-bound con blocco (cell-bound antigen with blocking)

L’anticorpo si siede sull’antigene, che è spesso un recettore, e si comporta da antagonista: impedisce al ligando (es. EGF) di legarsi. Esempio: il cetuximab blocca il recettore dell’EGF nelle cellule del tumore del retto-colon, impedendo il segnale di proliferazione. Altri esempi della stessa logica: il trastuzumab su HER2, il natalizumab e il vedolizumab sulle integrine (bloccano l’adesione invece della proliferazione).

Classe 3 — antigene solubile con blocco (soluble antigen with blocking)

Molto usato e molto versatile: neutralizza qualsiasi cosa circoli (TNFα, IL-6, una tossina, un farmaco). L’anticorpo lega l’entità solubile e la inattiva. Un esempio per ciascun bersaglio: l’infliximab e l’adalimumab contro il TNFα, il tocilizumab contro l’IL-6, il secukinumab contro l’IL-17A, il bevacizumab contro il VEGF, gli inibitori di PCSK9 contro una proteina plasmatica, e — caso limite in cui il bersaglio è un farmaco — l’idarucizumab, che sequestra il dabigatran come antidoto.

Quadro complessivo

I MAB lavorano su: citotossicità, modulazione dell’attivazione cellulare, prevenzione della proliferazione, modulazione dei segnali immunologici, neutralizzazione di entità esterne (virus, tossine, farmaci). Sono in genere ben tollerati; tra gli effetti avversi tipici, reazioni infusionali (febbricola, malessere, reazioni nella zona di infusione).

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