Plerixafor

Scheda-farmaco — è l' «inibitore di CXCR-4» che Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche cita senza nominare: quello che «blocca i segnali chemiotattici di richiamo al midollo».

Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: antagonista del recettore CXCR4, mobilizzante delle cellule staminali emopoietiche · ATC: L03AX16 · Nome commerciale: Mozobil · Bersaglio: CXCR4 (CD184), recettore di CXCL12/SDF-1 · PubChem CID 65015

Perché questa molecola

Il plerixafor è il farmaco che dimostra, in modo più diretto di qualunque altro, il concetto di nicchia enunciato in Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche: la staminale emopoietica sta nel midollo perché è trattenuta lì da un segnale chemiotattico, l’asse CXCL12(SDF-1)–CXCR4. Bloccare quel recettore significa togliere l’indirizzo di casa: in 6-11 ore le CD34+ compaiono nel sangue periferico. Non c’è nessuna proliferazione, nessun differenziamento, nessuna citochina — solo un antagonista competitivo che interrompe un ancoraggio.

È la differenza cruciale con il filgrastim, che agisce sullo stesso asse ma indirettamente (facendo rilasciare proteasi che tagliano CXCL12) e in giorni invece che in ore. Per questo i due sono sinergici e non alternativi: si somministra filgrastim per 4 giorni e il plerixafor la sera prima dell’aferesi.

Il secondo tratto distintivo è la sua origine: il plerixafor nasce come antiretrovirale. CXCR4 è il corecettore di HIV-1 nei ceppi X4, e la molecola era stata sviluppata per bloccare l’ingresso del virus. Fallì per la scarsa biodisponibilità orale e la cardiotossicità — ma nei volontari si osservò una leucocitosi inattesa e marcata. Quell’effetto collaterale è diventato l’indicazione. È un riposizionamento farmacologico esemplare, e va tenuto accanto all’osservazione, in Editing Genomico (CRISPR-Cas9) in Terapia, che il gene CCR5 (l’altro corecettore di HIV) è bersaglio di gene editing: lo stesso capitolo virologico produce due strategie terapeutiche in campi diversi.

Il terzo è che l’indicazione registrata riguarda solo il paziente autologo — mieloma e linfoma — e non il donatore sano.

Struttura

Struttura 2D del plerixafor (PubChem CID 65015). Formula C₂₈H₅₄N₈, PM 502,8 g/mol.

Un biciclam: due anelli macrociclici azotati (ciclami) uniti da un ponte fenilendimetilico. Otto azoti, tutti protonabili: a pH fisiologico la molecola è policationica. È questa densità di carica positiva a farle mimare le anse basiche di CXCL12 e a legare le tasche acide di CXCR4 — e insieme è la ragione della sua farmacocinetica: una molecola così carica non attraversa le membrane, quindi non si assorbe per bocca (da cui il fallimento come antiretrovirale orale) e non entra nelle cellule.

Farmacodinamica

Catena d’azione: plerixafor → blocco competitivo di CXCR4 → perdita del segnale chemiotattico CXCL12 → distacco delle CD34+ dalla nicchia midollare.

flowchart TD
  A["CXCL12 / SDF-1<br/>prodotta dalle cellule stromali"] -->|segnale di HOMING| B["CXCR4 sulla CD34+"]
  B --> C["ritenzione nella NICCHIA midollare"]
  D["plerixafor (biciclam policationico)"] -->|antagonista COMPETITIVO| B
  D --> E["perdita del segnale chemiotattico"]
  E --> F["distacco dalla nicchia<br/>→ CD34+ nel sangue periferico<br/>in 6-11 ORE"]
  G["filgrastim"] -->|proteasi che TAGLIANO CXCL12<br/>azione indiretta, in GIORNI| A
  G -.->|meccanismi diversi<br/>sullo stesso asse| H["SINERGIA<br/>filgrastim x4 gg + plerixafor la sera prima"]
  D -.->|origine storica| I["CXCR4 = corecettore di HIV-1 (X4)<br/>farmaco nato come antiretrovirale"]

Farmacocinetica

  • Via: solo sottocutanea. ⚠️ La carica policationica rende la biodisponibilità orale trascurabile — non esiste formulazione per bocca.
  • Picco: 30-60 minuti dalla somministrazione; ⚠️ picco di CD34+ circolanti a 6-11 ore, ed è questo dato — non il picco plasmatico — che detta il timing: si somministra 10-11 ore prima dell’inizio dell’aferesi.
  • Legame proteico: ≤58%. Distribuzione limitata al compartimento extracellulare: non entra nelle cellule.
  • ⚠️ Metabolismo: nessuno. Non è substrato, inibitore o induttore dei CYP e non interagisce con la P-glicoproteina → profilo di interazione praticamente nullo, un vantaggio reale in un paziente politrattato.
  • Emivita: 3-5 ore.
  • ⚠️ Eliminazione renale, quasi interamente immodificata: ~70% nelle urine in 24 ore. La dose va ridotta di un terzo per ClCr ≤50 mL/min.

Posologia e monitoraggio

Dose: 0,24 mg/kg/die sc (massimo 40 mg/die), somministrata 10-11 ore prima dell’aferesi, dopo 4 giorni di filgrastim e per un massimo di 4 giorni consecutivi. Insufficienza renale (ClCr ≤50 mL/min): 0,16 mg/kg/die, massimo 27 mg/die.

Da monitorare: ⚠️ conta delle CD34+ circolanti (è il parametro che decide se e quando fare l’aferesi), emocromo con piastrine (l’aferesi stessa le riduce), sintomi vasovagali durante e dopo l’iniezione, funzione renale per l’aggiustamento della dose.

Tossicità

  • Molto comuni: ⚠️ diarrea, nausea, reazioni nel sito di iniezione (eritema, prurito, dolore), astenia.
  • Comuni: cefalea, capogiri, vomito, flatulenza, dolore addominale, xerostomia, ipoestesia periorale, artralgie, insonnia.
  • ⚠️ Reazioni vasovagali / ortostatiche nei 30-60 minuti successivi all’iniezione, con sincope: il paziente va tenuto in posizione supina o seduta e sorvegliato.
  • Leucocitosi marcata (>100.000/µL) attesa e transitoria: è l’effetto farmacologico, non una tossicità, ma va conosciuta per non fraintenderla.
  • Trombocitopenia, in parte da plerixafor e in parte dalla procedura aferetica.
  • ⚠️ Rischio teorico di mobilizzazione di cellule tumorali: poiché il plerixafor mobilizza dal midollo tutto ciò che esprime CXCR4, ⚠️ non è indicato nella leucemia, dove i blasti CXCR4-positivi potrebbero contaminare il raccolto. È la controindicazione concettualmente più importante.
  • Splenomegalia: casi segnalati, per lo più attribuibili al G-CSF associato.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità. ⚠️ Non indicato nelle leucemie (rischio di mobilizzare blasti); l’indicazione registrata è limitata a linfoma e mieloma multiplo in mobilizzazione autologa.
  • Gruppi speciali: ⚠️ potenzialmente teratogeno — negli animali è embriotossico e teratogeno; in gravidanza è da evitare e serve contraccezione efficace. ⚠️ Nel donatore sano allogenico l’uso è fuori indicazione (l’autorizzazione copre il solo contesto autologo). Nei bambini è approvato dall’anno di età per la mobilizzazione autologa.
  • ⚠️ Interazioni rilevanti: nessuna di rilievo farmacocinetico, per l’assenza di metabolismo e di trasporto attivo. L’unica interazione clinicamente sfruttata è la sinergia con il filgrastim, che è prevista dal protocollo.
  • Antidoto: nessuno. Nel sovradosaggio prevalgono i disturbi gastrointestinali e le reazioni vasovagali; trattamento di supporto.

Posto in terapia

Farmaco di salvataggio della mobilizzazione: si aggiunge al filgrastim nei poor mobilizer — pazienti che dopo 4 giorni di G-CSF non raggiungono una conta di CD34+ sufficiente, tipicamente perché già pesantemente pretrattati con chemioterapia o alchilanti. Alcuni centri lo usano in strategia preemptive, decidendo in base alla conta CD34+ della 4ª giornata, per evitare un’aferesi inefficace e la necessità di ripetere l’intera procedura di mobilizzazione. Nel paziente pediatrico è approvato con la stessa logica.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 65015 (struttura, formula, ATC L03AX16); EMA SmPC e DailyMed SPL di Mozobil per posologia in mg/kg, timing delle 10-11 ore, aggiustamento renale, assenza di interazioni CYP, teratogenicità e limiti d’indicazione; linee guida EBMT/ASTCT per l’uso nei poor mobilizer e in strategia preemptive; sbobina 36 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.