Strimvelis

Scheda-farmaco — è il prodotto dell' ADA-SCID citato come «tra i primi farmaci approvati» in Ex Vivo Gene Therapy.

La tecnica generale sta nella nota madre: qui c’è il delta di questo prodotto. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: ATMP — terapia genica ex vivo, frazione cellulare CD34+ autologa trasdotta con vettore retrovirale contenente il cDNA dell’adenosina deaminasi umana · ATC: L03AX · Indicazione: immunodeficienza combinata grave da deficit di ADA (ADA-SCID) in assenza di donatore HLA-identico da consanguineo · Autorizzazione EMA: 2016 · Bersaglio genico: ADA, UniProt P00813

Perché questo prodotto

Strimvelis è il prodotto con cui la terapia genica ha smesso di essere una promessa. È stata la prima terapia genica ex vivo su cellule staminali approvata al mondo (EMA, 2016), nasce interamente in Italia — Ospedale San Raffaele e Fondazione Telethon, Milano — e nella sua serie clinica nessun paziente trattato è morto, con ricostituzione immunitaria durevole a più di quindici anni dall’infusione.

Il suo tratto distintivo più notevole, e quello che va tenuto a mente rispetto al rischio inserzionale descritto nella nota madre, è che Strimvelis usa ancora un vettore γ-retrovirale — la stessa classe di vettori che negli anni 2000 provocò le leucemie linfoblastiche nei pazienti X-SCID. Eppure nella coorte ADA-SCID non si sono verificate leucemie per oltre un decennio (un singolo caso di leucemia a cellule T è stato segnalato nel 2020, a distanza di anni). La differenza non sta nel vettore ma nella malattia: nell’ADA-SCID il gene corretto non conferisce alla cellula un vantaggio proliferativo esplosivo come faceva nell’X-SCID, quindi un eventuale clone con inserzione sfavorevole non viene selezionato. È l’illustrazione più pulita del fatto che il rischio inserzionale non è una proprietà del solo vettore ma dell’interazione vettore-malattia.

Il secondo tratto è farmaceutico e insolito: Strimvelis non è un prodotto congelabile. Va infuso entro 6 ore dal rilascio, il che significa che il paziente deve recarsi fisicamente a Milano: è l’unico ATMP con un unico sito di somministrazione al mondo. È il caso estremo delle peculiarità produttive discusse in Prodotti Medicinali di Terapia Avanzata (ATMP).

Il terzo è economico e riguarda l’accessibilità citata nella nota madre: prezzo di circa 594.000 euro a dose singola, con rimborso condizionato all’esito — se il paziente non risponde, l’azienda restituisce il pagamento. Nonostante questo, la scarsissima numerosità dei pazienti (l’ADA-SCID colpisce circa 1 nato su 200.000-1.000.000) ha reso il prodotto commercialmente insostenibile: la titolarità è stata trasferita a Fondazione Telethon nel 2023, che lo mantiene disponibile come organizzazione non profit. È il primo caso di un farmaco approvato mantenuto in commercio da un ente senza scopo di lucro.

Struttura

Struttura cristallografica dell’adenosina deaminasi umana (PDB 3IAR, raggi X 1,52 Å) — l’enzima la cui assenza causa l’ADA-SCID e il cui gene viene inserito nelle cellule del paziente. La proteina è un monomero con ripiegamento a barile α/β e uno ione zinco catalitico nel sito attivo.

Il “principio attivo” di Strimvelis non è però questa proteina: è una sospensione di cellule CD34+ autologhe del paziente (2-20 × 10⁶ cellule/kg), ciascuna portatrice di una o più copie integrate del cDNA di ADA. Come ricorda Prodotti Medicinali di Terapia Avanzata (ATMP), qui il principio attivo sono le cellule — e ogni dose è un prodotto unico, non riproducibile.

Farmacodinamica

Catena d’azione: trasduzione retrovirale delle CD34+ → integrazione del cDNA di ADA → espressione dell’enzima → degradazione dell’adenosina e della deossiadenosina → sopravvivenza dei linfociti → ricostituzione immunitaria.

flowchart TD
  A["deficit di ADA<br/>(mutazione del gene ADA)"] --> B["accumulo di adenosina<br/>e DEOSSIADENOSINA"]
  B --> C["dATP tossico nei linfociti<br/>→ apoptosi dei timociti"]
  C --> D["assenza di linfociti T, B e NK<br/>= SCID"]
  E["1. midollo del paziente<br/>→ raccolta CD34+"] --> F["2. trasduzione EX VIVO<br/>con vettore gamma-retrovirale<br/>contenente il cDNA di ADA"]
  F --> G["3. condizionamento con BUSULFANO<br/>a dose ridotta (non mieloablativo)"]
  G --> H["4. reinfusione delle CD34+ corrette"]
  H --> I["espressione dell'ADA nelle cellule figlie"]
  I -->|degrada| B
  I --> J["ricostituzione immunitaria durevole<br/>(>15 anni di follow-up)"]
  K["nessun vantaggio proliferativo<br/>esplosivo del clone corretto"] -.->|nessuna selezione<br/>di cloni con inserzione sfavorevole| L["rischio inserzionale<br/>MOLTO minore che nell'X-SCID"]

Farmacocinetica

I parametri ADME convenzionali non si applicano, come previsto per gli ATMP (vedi Prodotti Medicinali di Terapia Avanzata (ATMP) e Farmacocinetica - principi e ADME):

  • Distribuzione: le cellule infuse per via endovenosa fanno homing verso la nicchia midollare, seguendo l’asse CXCL12-CXCR4 (lo stesso che il plerixafor blocca).
  • “Dose”: non resta costante — le cellule proliferano e si differenziano.
  • Durata: ⚠️ singola somministrazione per la vita. L’integrazione nel genoma delle staminali rende la correzione permanente e trasmessa a tutta la progenie emopoietica.
  • Nessun metabolismo, nessuna eliminazione in senso farmacologico.
  • ⚠️ Vitalità: il prodotto non è criopreservato — infusione entro 6 ore dal rilascio, da cui il vincolo del sito unico.

Posologia e monitoraggio

Dose singola di 2-20 × 10⁶ cellule CD34+/kg in infusione endovenosa, preceduta da condizionamento non mieloablativo con busulfano a dose ridotta (sufficiente a liberare spazio nella nicchia, non a distruggere il midollo — non serve immunosoppressione perché le cellule sono autologhe).

⚠️ La terapia enzimatica sostitutiva con PEG-ADA va sospesa prima del trattamento, per non annullare il vantaggio selettivo delle cellule corrette.

⚠️ Da monitorare, per anni:

  • ricostituzione immunitaria: conta e funzione dei linfociti T, B e NK, immunoglobuline sieriche;
  • attività ADA e metaboliti (deossiadenosina) su eritrociti;
  • ⚠️ sorveglianza per leucemie e mielodisplasie con analisi del sito di integrazione — obbligatoria e a lungo termine, dato il vettore retrovirale;
  • funzione epatica e autoimmunità.

Tossicità

  • Attese dal condizionamento (busulfano): aplasia trasitoria, mucosite, nausea, ⚠️ rischio di sterilità.
  • Comuni negli studi: febbre, ipertensione, ⚠️ fenomeni autoimmuni durante la ricostituzione immunitaria (anemia emolitica autoimmune, ipotiroidismo, epatite autoimmune, sindrome di Guillain-Barré) — è il quadro tipico di un sistema immunitario che si ricostituisce.
  • ⚠️ Rischio di leucemogenesi inserzionale: intrinseco al vettore γ-retrovirale. Non osservato nella coorte per oltre un decennio; un caso di leucemia a cellule T è stato segnalato nel 2020 a distanza di anni dal trattamento, e ha confermato che il rischio è ridotto ma non nullo.
  • Fallimento dell’attecchimento o ricostituzione insufficiente, con necessità di riprendere la PEG-ADA o di procedere a trapianto allogenico.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ⚠️ presenza di un donatore HLA-identico da consanguineo — in quel caso il trapianto allogenico resta la prima scelta; anamnesi di neoplasia ematologica o predisposizione documentata; infezione attiva non controllata.
  • Gruppi speciali: è una malattia pediatrica; l’esperienza è quasi interamente nel bambino piccolo. ⚠️ L’esposizione al busulfano ha conseguenze permanenti sulla fertilità, da discutere con la famiglia.
  • Interazioni rilevanti: ⚠️ PEG-ADA da sospendere prima del trattamento; ⚠️ le trasfusioni vanno irradiate e i vaccini vivi evitati fino a ricostituzione documentata.
  • Antidoto: ⚠️ nessuno, e il concetto non si applica. È la differenza radicale rispetto a un farmaco convenzionale: l’integrazione genomica non è reversibile. Se qualcosa va male, l’unica via è il trapianto allogenico.

Posto in terapia

Seconda scelta nell’ADA-SCID, dopo il trapianto allogenico da donatore HLA-identico consanguineo e prima del trapianto da donatore non correlato. Il suo posto nel corso è però più grande della sua nicchia clinica: è la prova di principio che una malattia monogenica dell’emopoiesi può essere corretta stabilmente in una singola somministrazione, ed è il precedente da cui discendono Libmeldy, Casgevy e l’intera categoria degli ATMP di terapia genica.

🔗 Compare in

Fonti: EMA EPAR e SmPC di Strimvelis per indicazione, composizione, dose in cellule CD34+/kg, condizionamento, vincolo delle 6 ore, eventi avversi e obblighi di follow-up; PDB 3IAR e UniProt P00813 per la struttura e la funzione dell’adenosina deaminasi umana; letteratura clinica del San Raffaele/Telethon (Aiuti e coll.) per gli esiti a lungo termine; sbobina 36 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.