Pressione Selettiva e One Health

Pressione selettiva

«Emergenza e disseminazione dei batteri resistenti.» In alto la sequenza mutazione → selezione (sotto pressione antibiotica, indicata con A) → diffusione → cloni ben adattati; a destra il trasferimento laterale verso altre specie. In basso l’esito epidemiologico: comparsa di forme epidemiche ed endemiche, diffusione allodemica e fissazione dei geni di resistenza nelle popolazioni batteriche. Figura della sbobina 44.

La popolazione batterica è eterogenea e variabile. Applicando la pressione selettiva dell’antibiotico si eliminano i germi suscettibili, mentre quelli resistenti sopravvivono. Senza più la competizione degli altri germi, i resistenti proliferano e la popolazione resistente nel tempo si rafforza, aumentando la capacità di diffusione. I cloni resistenti si adattano progressivamente acquisendo miglioramenti genetici; le mutazioni possono trasferirsi lateralmente, determinando endemia, epidemia o pandemia, specie in contesti di cattiva gestione degli antibiotici.

Il dosaggio è decisivo (concetto di finestra di selezione): una dose minima che non raggiunge la finestra terapeutica non dà né effetto né danno; la concentrazione adeguata sopprime la popolazione batterica, poi eliminata dal sistema immunitario. Entrare nella finestra di selezione dei resistenti è invece dannoso: a concentrazioni subottimali si eliminano i suscettibili e si selezionano i resistenti. Per questo non va ridotta la dose senza valida giustificazione. Giustificazioni valide sono l’adattamento per insufficienza renale e la riduzione motivata da parametri clinici che attestano concentrazioni adeguate anche a dose ridotta: un dosaggio corretto non è una riduzione arbitraria, ma l’adattamento alle condizioni del paziente per mantenere una concentrazione efficace. Vedi Mutant Selection Window e Dosaggio Corretto degli Antibiotici.

One Health

Le resistenze vanno comprese attraverso il concetto di One Health, che sottolinea l’interconnessione tra ambiente, animali e persone:

«La triade che compone il concetto One Health»: salute umana, salute animale e salute ambientale come tre domini sovrapposti e inseparabili. Immagine di Thddbfk, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

  • Un animale trattato con antibiotici può sviluppare batteri resistenti nell’intestino, trasferibili all’uomo tramite il consumo di carne.
  • I batteri resistenti si diffondono nell’ambiente attraverso feci e urine, contaminando terreno e vegetali consumati dall’uomo.
  • Anche i pazienti umani contribuiscono: un ricoverato può acquisire batteri resistenti e portarli nella comunità.

Si crea così un circolo continuo che va dalla prescrizione degli antibiotici fino al cibo.

Il caso che ha dimostrato One Health: la colistina

La prova sperimentale più citata riguarda la Colistina (Polimixina E), antibiotico di ultima linea nell’uomo e per anni usato come promotore di crescita negli allevamenti suinicoli. Nel 2015 in Cina è stato descritto mcr-1, il primo gene di resistenza alla colistina trasferibile su plasmide: era già diffuso negli animali e negli alimenti prima di comparire negli isolati clinici umani, e nel giro di pochi mesi è stato ritrovato in tutti i continenti. È il tragitto completo — allevamento → cibo → uomo → ospedale — che ha portato al divieto dell’uso zootecnico della colistina in Europa.

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