Trasduzione del Segnale Nocicettivo

Le cellule nervose comprendono un solo linguaggio, quello dei potenziali d’azione. La trasduzione converte le forme di energia provenienti dall’ambiente (termica, meccanica, chimica) in correnti ioniche. Sulla punta dei nocicettori non ci sono coni e bastoncelli, ma proteine trasduttrici (canali) che si aprono in risposta a stimoli meccanici, chimici o termici, fanno passare sodio e calcio e depolarizzano il terminale (vedi Recettori TRP e Trasduttori del Dolore (TRPV1, PIEZO)).

Dal potenziale generatore ai potenziali d’azione

  1. Lo stimolo apre i trasduttori → ingresso di Na⁺ e Ca²⁺ → potenziale generatore, modulabile in ampiezza (più grande lo stimolo, più grande il potenziale).
  2. Quando l’onda di depolarizzazione incontra il primo canale del sodio voltaggio-dipendente (NaV), questo si apre e partono i potenziali d’azione, la cui frequenza è proporzionale all’ampiezza del potenziale generatore.
  3. I potenziali d’azione raggiungono le corna posteriori del midollo; in base alla loro frequenza si aprono i canali del calcio e si ha il rilascio di neurotrasmettitori.

Canali del sodio voltaggio-dipendenti (NaV)

Esistono 9 isoforme (NaV1.1–NaV1.9). Nelle fibre nocicettive sono espressi soprattutto NaV1.6, NaV1.7, NaV1.8:

  • NaV1.7 — chiave nell’accensione e nel far partire il potenziale d’azione (le sue mutazioni causano la CIP).
  • NaV1.8 — fa il “lavoro sporco” di mantenimento della scarica.

Nel dolore neuropatico compaiono canali normalmente assenti nelle fibre nocicettive.

Canali HCN

Normalmente nelle fibre nocicettive gli HCN sono pochissimi. Sono gli stessi canali responsabili dell’automatismo del nodo senoatriale (ripartono durante la ripolarizzazione). Nel dolore infiammatorio e neuropatico aumentano di numero e mantengono sostenuta la scarica: nella fibra patologica passano tutti gli impulsi, mentre nella fibra fisiologica alcuni si arrestano trovando i NaV ancora nel periodo refrattario.

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