NIPT

Il NIPT (Non-Invasive Prenatal Test, Test Prenatale Non Invasivo) è un esame di screening genetico eseguito su un campione di sangue periferico materno a partire dalla 10ª settimana di gestazione. Si basa sull’analisi del DNA libero circolante.


Origine del DNA Libero Fetale (cffDNA)

Durante la gravidanza, frammenti di DNA libero fetale (cffDNA, cell-free fetal DNA) circolano nel sangue materno, miscelati al DNA libero di origine materna.

  • Origine biologica: Il cffDNA non deriva direttamente dal feto, bensì dai processi di apoptosi delle cellule del trofoblasto (la porzione placentare di derivazione embrionale).
  • Frazione fetale: Rappresenta la percentuale di cffDNA rispetto al DNA libero totale nel plasma materno. Deve essere sufficiente (generalmente ) per consentire un’analisi affidabile. La concentrazione del cffDNA aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età gestazionale.

Flusso di Lavoro Tecnologico

  1. Prelievo e Centrifugazione: Viene eseguito un prelievo di sangue venoso materno. Il campione viene centrifugato per isolare la frazione plasmatica (siero).
  2. Estrazione del DNA: Si estrae il pool di DNA libero circolante totale.
  3. Sequenziamento e Analisi: Il DNA viene analizzato tramite tecnologie di Next-Generation Sequencing (NGS) o metodiche basate su ibridazione genomica, che quantificano il contributo relativo dei diversi cromosomi per identificare eccessi o difetti riconducibili ad aneuploidie.


Sensibilità e Specificità

Il NIPT presenta prestazioni cliniche estremamente elevate, in particolare per le tre trisomie principali (21, 18 e 13):

  • Sensibilità: Capacità di identificare correttamente i soggetti affetti (veri positivi). Per la trisomia 21 è superiore al 99%.
  • Specificità: Capacità di identificare correttamente i soggetti sani (veri negativi).
  • Tasso di falsi positivi: Estremamente basso per la trisomia 21 (circa lo 0,3%), a fronte del 3,6-5% registrato con il test combinato.


Limiti e Controindicazioni

Nonostante l’elevata accuratezza, il NIPT resta un test di screening e non sostituisce la diagnosi invasiva. Presenta i seguenti limiti:

  • Aneuploidie dei cromosomi sessuali: L’efficacia nel rilevare anomalie numeriche dell’X e dell’Y (es. Sindrome di Turner, Sindrome di Klinefelter) è considerevolmente inferiore rispetto alle trisomie autosomiche.
  • Malattie monogeniche: La ricerca di varianti patogenetiche su singoli geni prenatali è limitata, offerta solo privatamente e ristretta a geni selezionati con rilevanza clinica in epoca prenatale.
  • Controindicazioni assolute (il test non è eseguibile):
    • Presenza o pregressa diagnosi di neoplasia maligna nella madre (rilascio massivo di DNA tumorale che altera il profilo).
    • Madre sottoposta a trapianto d’organo o terapia cellulare.
    • Gravidanze gemellari o multiple (difficoltà di attribuzione della frazione fetale a ciascun feto).

⚠️ Indicazioni del docente

Nel sistema sanitario della Regione Lombardia, il NIPT viene inserito come test di screening di secondo livello. Viene offerto gratuitamente a tutte le gestanti che, sottoposte inizialmente al test combinato, presentano un rischio intermedio (compreso tra 1:300 e 1:1000). Nel settore privato, il test viene eseguito su richiesta a prescindere dal rischio a priori, con costi elevati ed eterogenei (attorno agli 800 euro).


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