Malattie Autoimmuni

Le malattie autoimmuni sono patologie in cui la risposta immune è diretta verso il self, cioè contro antigeni autologhi. La risposta può essere mediata dai linfociti B, tramite la produzione di anticorpi, oppure dai linfociti T.

La prevalenza è alta: colpiscono circa il 5% della popolazione mondiale e nell’80% dei casi si tratta di donne. Sono l’unico gruppo di malattie in cui l’incidenza è maggiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile.

Perdita di tolleranza

Il sistema immune previene l’autoimmunità con due meccanismi: la tolleranza centrale (timo e midollo osseo) e la tolleranza periferica. Le malattie autoimmuni insorgono quando questi controlli saltano.

Una delle acquisizioni più recenti è che in circolo, in ognuno di noi, ci sono linfociti autoreattivi diretti contro il self, perché la tolleranza centrale non è perfetta. A livello timico si selezionano i linfociti T tolleranti verso il self, che in periferia riconoscono antigeni non-self e scatenano le risposte immuni; i linfociti non tolleranti, che si legano alle MHC con affinità troppo alta, sono eliminati nella tolleranza centrale. Poiché il filtro centrale è imperfetto, i linfociti autoreattivi che sfuggono vengono controbilanciati dai meccanismi di tolleranza periferica, che ne determinano la soppressione:

  • Le cellule tissutali NON esprimono molecole di costimolo: la loro assenza impedisce l’attivazione dei linfociti T.
  • Generazione di Treg, sia centrali sia periferici, destinati a eliminare i linfociti diretti verso il self.
  • Meccanismi di apoptosi dei linfociti autoreattivi (es. interazione FAS/FAS-L oppure PD1/PDL-1).
  • Barriere anatomiche che segregano alcuni antigeni (es. cornea, occhio), in cui i linfociti non penetrano.
  • Inattivazione dell’attività del linfocita tramite l’interazione PD1/PDL-1.

Tolleranza immune vs iatrogena

La tolleranza immune è specifica per l’antigene: vengono soppressi solo i cloni di linfociti specifici contro un dato antigene.

La tolleranza iatrogena (farmacologica), indotta nei pazienti che ricevono un trapianto, non è antigene-specifica: sopprime tutti i cloni di linfociti. Vengono silenziati sia i cloni che riconoscono l’organo trapiantato sia quelli diretti contro altri antigeni, cioè l’intero sistema immune. Questo determina nei pazienti un’incidenza più alta di infezioni e tumori. Il cortisone sopprime tutta la risposta immune. Se si fosse in grado di selezionare un gruppo ristretto di antigeni e silenziare il sistema immune solo per quelli, il problema non si porrebbe.

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