Risposta Immune ai Tumori
Epidemiologia
La probabilità di sviluppare un tumore di qualunque tipo nel corso della vita è circa del 50%, leggermente più alta negli uomini che nelle donne (come quasi tutte le patologie a eccezione di quelle autoimmuni). Negli USA nel 2023 si sono registrati circa 1.800.000 nuovi casi e 620.000 morti, con un’incidenza di circa 439 casi/100.000/anno e una mortalità di 163/100.000. Nell’uomo prevale il tumore della prostata, nella donna quello della mammella; al secondo posto il tumore del polmone, seguito dal colon. La prima causa di morte oncologica è il tumore del polmone.
Negli ultimi 50 anni la mortalità è diminuita (uomini da 250 a 180/100.000, donne da 163 a 130/100.000), ma il calo non riflette terapie più efficaci: riguarda solo i tumori di polmone e stomaco ed è dovuto alla prevenzione (riduzione del fumo; eradicazione antibiotica di Helicobacter pylori, responsabile di ulcera e cancro gastrico). Per tutti gli altri tipi la mortalità è rimasta sostanzialmente invariata dagli anni ‘30.

Il problema centrale
Applicando il rasoio di Occam (la spiegazione più semplice è quella corretta, senza moltiplicare le ipotesi), il nucleo del problema oncologico è che i tumori derivano da cellule self, cresciute in modo incontrollato. Una cellula self non viene riconosciuta dal sistema immune. Perché il sistema immune possa montare una risposta, il tumore deve esprimere antigeni diversi dal self (vedi Antigeni Tumorali (TSTA e TAA)). Se questo non avviene, il tumore resta invisibile.
Meccanismi effettori
In teoria la risposta antitumorale può essere mediata da tutti i meccanismi di difesa: linfociti T, anticorpi, macrofagi, mastociti, NK. In vitro e nel topo si riesce a uccidere qualunque tipo di tumore:
- Anticorpi: uccidono le cellule tumorali attivando il complemento e tramite ADCC.
- Linfociti NK: mediano l’ADCC.
- Macrofagi: combattono il tumore tramite attivazione indotta da IFN-γ e rilascio di enzimi lisosomiali.
- Linfociti T Citotossici (CTL): uccidono tramite meccanismi citotossici (es. perforina).

Il fallimento in clinica
Nonostante l’efficacia sperimentale, il fatto che circa il 50% delle persone sviluppi un tumore dimostra che in vivo la risposta immune non fa la differenza. Il tumore evade il sistema immune anche quando esprime antigeni non-self (vedi Meccanismi di Evasione Tumorale). Negli anni ‘80 le cellule LAK (lymphokine-activated killer), stimolate in vitro e reimmesse nei pazienti, uccidevano il tumore ma uccidevano anche i pazienti.
🔗 Collegamenti
- Teoria dell’Immunosorveglianza — 🔗 ipotesi sulla funzione antitumorale del sistema immune
- Antigeni Tumorali (TSTA e TAA) — 🔗 condizione per il riconoscimento
- Meccanismi di Evasione Tumorale — ⬇️ perché la risposta fallisce in vivo
- Immunoterapia dei Tumori — 💊 tentativi di potenziamento