Fibra Muscolare - Danno e Rigenerazione

La fibra muscolare come sincizio

La cellula muscolare è polinucleata: tanti nuclei in un solo citoplasma. Nella prima fase dell’embriogenesi i progenitori muscolari (somiti, mesoderma) si fondono mettendo in compartecipazione i nuclei e formano una struttura longilinea, il miotubo, che diventerà la fibra muscolare. La fibra è quindi una cellula post-mitotica polinucleata con citoplasma condiviso, capace di contrarsi; tante unità insieme esercitano la forza muscolare.

Danno di membrana

Quando la fibra si rompe si crea un gap di membrana che provoca una crisi di tutta la fibra, indipendentemente dal punto di rottura. Nel citoplasma condiviso si diffondono segnali di stress che interferiscono con i nuclei a monte, a valle e anche lontano dalla lesione, e possono avviare un percorso apoptotico o di autofagia (digestione lisosomiale di elementi accumulati nella cellula, poi eliminati all’esterno; processo che caratterizza anche le cellule tumorali). In caso di danno delle fibre neuromuscolari l’autofagia è spesso alterata, soprattutto in alcune forme di neuropatia.

Perché il deficit progredisce nelle distrofie

  • La Biopsia Muscolare mostra solo una parte del decorso della fibra: la situazione cambia lungo la sua lunghezza.
  • Una fibra rotta in qualsiasi punto o si rigenera e torna a funzionare, oppure non produce più forza. Anche se il danno è parcellare (una fibra di tipo II un giorno, una fibra lenta un altro, una glicolitica un altro ancora, a livelli diversi), quelle fibre sono perse.
  • La rigenerazione (attivazione della cellula staminale, fusione, formazione di una nuova fibra) richiede 7–10 giorni.
  • Ogni giorno si rompe una fibra, più velocemente di quanto la rigenerazione possa compensare: il vuoto viene riempito dalla fibrosi (matrice di collagene) e poi dal grasso.

Irreversibilità della fibrosi

La cicatrice fibrotica è permanente: viene rimodellata nel tempo, ma non si formano nuove fibre muscolari. Le terapie con cellule staminali o la terapia genica richiedono fibre muscolari residue: i pazienti che le hanno perse quasi tutte non sono trattabili (vedi Terapie Sperimentali nella Distrofia di Duchenne).

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