Occlusione dell’Arteria Carotide Interna

Territorio coinvolto

L’occlusione della carotide interna all’origine del bulbo carotideo coinvolge i territori delle due biforcazioni, arteria cerebrale media e arteria cerebrale anteriore: si perde gran parte dell’emisfero cerebrale omolaterale.

Edema e decorso

Alla TC eseguita alcune ore dopo (es. il giorno successivo) si vede l’edema: il tessuto edematoso è ipodenso (meno bianco) e i ventricoli cerebrali dal lato colpito vengono schiacciati e spostati controlateralmente. È una delle lesioni peggiori.

Il grado di edema in una lesione acuta di questo tipo, non compensata da circoli collaterali, è quasi inevitabilmente fatale nell’arco di alcuni giorni: tra il 4° e il 6° giorno c’è un picco di edema che causa Ipertensione Endocranica, spostamento dell’emisfero colpito verso il lato opposto e compressione (vedi Ernie Cerebrali), con decesso.

Circoli di compenso

Non sempre l’occlusione dà questo quadro. In soggetti con storia cronica di vasculopatia cerebrale si può avere un ictus modesto dal punto di vista clinico: allo studio dei tronchi sovraortici con doppler e angio-TC in PS si trova la carotide interna occlusa, ma nel tempo si sono instaurati circoli di compenso.

  • Il più studiato e semplice è quello tra la carotide esterna (irrorazione del massiccio facciale e della regione orbitaria) e il circolo intracranico, con inversione di flusso nell’arteria oftalmica: normalmente il flusso va dall’interno verso il bulbo oculare; nel compenso, la circolazione della carotide esterna rifornisce il cervello.
  • Esistono altri piccoli circoli collaterali di compenso, molto scarsi, che a volte suppliscono in parte la circolazione cerebrale.

Territorio dell’arteria oftalmica

Una delle manifestazioni più comuni nel territorio carotideo è l’ictus o il TIA dell’arteria oftalmica: cecità monoculare improvvisa, transitoria se TIA (vedi Amaurosi Fugace).

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