Reperti Secondari (Secondary Findings)

Definizione

Analizzando i geni si possono individuare mutazioni non attese, estranee al quesito clinico per cui il test è stato richiesto. Una serie di geni è inserita in una lista dedicata di varianti che cambiano il decorso di malattia e che vanno considerate anche quando emergono occasionalmente; ne fanno parte oncosoppressori come BRCA.

Prima di comunicarle si verifica se il paziente ha dato il consenso a essere informato sulla presenza di queste varianti (vedi Consulenza Genetica Pre- e Post-Test).

⚠️ Nella sbobina questa lista è indicata come second defining: quasi certamente una trascrizione imprecisa dell’espressione inglese secondary findings.

Mutazioni di BRCA1 e BRCA2 e rischio assoluto di tumore. Fonte: Wikimedia Commons (Mikael Häggström, CC0).

Perché contano

Esistono geni di interesse neurologico e neuromuscolare le cui mutazioni danno malattie per cui una cura esiste: anche se individuate occasionalmente, impongono di attivare un follow-up e di avvisare il paziente che si potrà intervenire con una terapia appena compariranno i sintomi.

RYR1 e ipertermia maligna

La mutazione del gene RYR1, che codifica per il recettore della rianodina — canale del calcio intracellulare della cellula muscolare — si associa alle miopatie congenite, ma anche alla predisposizione genetica all’ipertermia maligna, complicanza dell’anestesia e fatale. Sapere di essere portatore di questa variante, non infrequente, è molto utile nella scelta dei farmaci.

Un esempio: l’esoma in urgenza

A una bambina che si presenta con encefalopatia epilettica — condizione che ha spesso una base genetica — viene eseguito un esoma in urgenza. Viene identificata un’encefalopatia epilettica metabolica da mutazione recessiva rara, di cui entrambi i genitori risultano portatori sani.

Occasionalmente si scopre anche che la madre presenta una variante che la caratterizza come affetta da angiomatosi cavernosa cerebrale, un malripiegamento dei capillari che può restare asintomatico o dare emorragia. Grazie a questo reperto la madre viene messa in follow-up radiologico e clinico, con la possibilità di ricorrere alla chirurgia.

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