Distacco Osteocondrale

Patogenesi

L’esempio tipico è il ginocchio. Il condilo femorale è formato da osso corticale, con osso spongioso al di sotto e cartilagine in superficie. Un’ischemia al passaggio tra osso spongioso e corticale crea un’area di debolezza ossea. Durante lo sport o con un movimento anomalo quel frammento d’osso può staccarsi; la cartilagine che lo ricopre, delicata, cede, e il frammento si stacca per intero.

Nei giovani, tra i 15 e i 20 anni, le sofferenze ischemiche subcondrali possono dare un distacco non traumatico, doloroso.

Radiografia di ginocchio: frammentazione del versante laterale del condilo femorale mediale compatibile con osteocondrite dissecante; due frammenti ossificati (0,9 cm e 0,4 cm), senza corpi liberi intra-articolari né versamento. Fonte: Wikimedia Commons, Kenneth T. Blackner (Naval Medical Center Portsmouth), pubblico dominio.

Quadro clinico

Il frammento può muoversi liberamente nell’articolazione (non succede spesso). Quando accade dà un blocco articolare: il paziente non riesce a camminare e va trattato entro pochi giorni.

Diagnosi

All’inizio la radiografia spesso non mostra nulla, perché vede solo l’osso e la lesione ossea è ancora troppo piccola. Le lesioni cartilaginee si vedono di solito con la risonanza magnetica (vedi Diagnosi delle Condropatie).

Trattamento

  • Frammento piccolo: si rimuove e, nella zona da cui si è staccato, si praticano piccoli fori nell’osso come stimolo biologico. Arriva sangue, si forma un coagulo che stimola la formazione di fibrocartilagine. Questa ha un modulo elastico diverso dalla cartilagine articolare, ma ricopre comunque il difetto.
  • Lesioni più grandi: il frammento va riattaccato oppure sostituito con un patch sintetico di fosfato di calcio. Questi patch imitano il tessuto biologico e sono coperti da una membrana che, sotto lo stimolo osseo, permette la ricrescita dello strato fibrocartilagineo anche in difetti superiori a 1 cm².

La fissazione (riattaccare i frammenti distaccati alla sede d’origine) si usa soprattutto nell’osteocondrite dissecante, che colpisce pazienti tra i 10 e i 14 anni (vedi Tecniche di Riparazione Cartilaginea).

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