Lesioni Cartilaginee
Eziologia
Come per il menisco, le lesioni cartilaginee possono derivare da:
- Meccanismo traumatico distorsivo, nei giovani.
- Sovraccarico funzionale: soprattutto nelle donne con rotule “strabiche” e anomalie di scivolamento della rotula sul femore. La cartilagine rotulea si riduce, compaiono scricchiolii del ginocchio con dolore e, se il sovraccarico progredisce, si arriva alla degenerazione dell’articolazione femoro-rotulea (artrosi). Tipico degli sportivi professionisti ma anche dei “weekend warriors” (chi lavora tutta la settimana in banca o in ospedale e nel weekend fa attività intensa).
- Degenerazione naturale nei meno giovani, cioè l’artrosi (vedi Gonartrosi). È una patologia in continuo aumento: aumentano l’età media e la popolazione mondiale (in Italia un po’ meno) e aumenta il livello di attività dell’anziano. 20-30 anni fa era insolito che un settantenne facesse palestra, sci o trekking; oggi non poterlo fare è un problema. Esiste quindi una nuova fetta di popolazione “anziana attiva” da gestire, mentre i meccanismi patogenetici dell’artrosi sono gli stessi di allora.
Diagnosi
- Clinica: tumefazione (assente nei sovraccarichi), dolore anche severo in regione condilica, al poplite o perirotuleo, articolarità ridotta con pseudoblocchi, zoppia. I test sono negativi (Lachman, cassetto anteriore, McMurray), eppure il paziente riferisce un dolore importante.
- Imaging: radiografia (assiali di rotula a 45°), RM con mezzo di contrasto o TC per lo studio della femoro-rotulea; mettono in evidenza il danno sottocondrale, cioè cartilagineo.
Trattamento
Si sceglie in base al tipo di lesione, alla grandezza e alla profondità (vedi Classificazioni delle Lesioni Cartilaginee (Outerbridge e ICRS)). Le lesioni traumatiche vanno tendenzialmente in chirurgia; se la rotula non si lussa non si fa mai un intervento chirurgico.
- Lesioni traumatiche: ghiaccio, riposo e FANS per 15 giorni, con RM con mdc; a 15 giorni rivalutazione e, se necessario, trattamento chirurgico artroscopico.
- Lesioni da sovraccarico rotuleo: riposo relativo e FANS per 15 giorni, poi rivalutazione e scelta tra:
- trattamento conservativo con potenziamento muscolare, nuoto a stile libero, cyclette 20 minuti al giorno e ginnastica isometrica;
- condroprotettori, infiltrazioni di acido ialuronico (favoriscono il metabolismo della cartilagine) e antinfiammatori a basse dosi.
Indicazioni alla chirurgia (utile soprattutto nelle forme post-traumatiche):
- età < 40 anni, con dolore e meccanismo traumatico;
- segni clinici e RM che mostrano una lesione importante.
Le tecniche sono descritte in Tecniche di Riparazione Cartilaginea.
Decorso post-operatorio
Abbastanza cautelativo: stampelle e scarico articolare completo per 1 mese, poi mobilizzazione attiva e passiva per un mese senza esagerare col carico. Il movimento serve alla corretta formazione della cicatrice. Nuoto a stile libero e cyclette a 15 giorni, sport dopo 6-8 mesi.
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Sede tibiotarsica
(Integrazione da: sbobina 07) Le lesioni cartilaginee avvengono spesso anche a livello dell’articolazione tibiotarsica, con danni a carico di apice e spigolo mediale dell’astragalo. Riguardano soprattutto i soggetti sportivi sopra i 22 anni; possono seguire una distorsione non trattata correttamente (vedi Distorsione della Tibiotarsica).
Quadro clinico:
- dolore solo all’attività intensa, se il danno è circoscritto;
- dolore alla deambulazione.
Terapia: artroscopica, con microfratture o trapianto osteocondrale (vedi Tecniche di Riparazione Cartilaginea).
Sede coxofemorale
(Integrazione da: sbobina 13) Le lesioni osteocondrali della testa del femore interessano in grado variabile il complesso osteocondrale: cartilagine articolare e osso subcondrale. Colpiscono soprattutto soggetti giovani, molto attivi e atletici.
Eziologia: nella grande maggioranza dei casi traumatica, ma variabile:
- impingement, con microtraumi ripetuti (vedi Conflitto Femoro-Acetabolare);
- fattori predisponenti come le osteocondrosi, in particolare la Malattia di Legg-Calvé-Perthes.
Classificazione: ICRS (International Cartilage Repair Society), visiva e patologica, in quattro gradi di profondità, dalle lesioni superficiali della sola cartilagine a quelle che raggiungono l’osso subcondrale (vedi Classificazioni delle Lesioni Cartilaginee (Outerbridge e ICRS)).
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Quadro clinico: dipende dal grado. Coxalgia prevalentemente inguinale; se si forma un frammento libero articolare (vedi Distacco Osteocondrale), oltre a una marcata riduzione del ROM può comparire un vero blocco articolare.
Trattamento: dipende soprattutto dalla sede della lesione.
- Conservativo nelle lesioni piccole in zone non di carico.
- Nelle lesioni clinicamente significative, soprattutto con blocco articolare:
- artroscopia, per rimuovere il frammento e praticare microfratture e microperforazioni che favoriscono la rigenerazione tissutale;
- chirurgia open con lussazione chirurgica e innesto osteocondrale autologo o sintetico.
🔗 Collegamenti
- Condropatie — 📋 forma focale di
- Distacco Osteocondrale — 🔄 lesione osteocondrale
- Classificazioni delle Lesioni Cartilaginee (Outerbridge e ICRS) — 📋 classificazione
- Tecniche di Riparazione Cartilaginea — 💊 trattamento chirurgico
- Condropatia (Sofferenza Cartilaginea Diffusa) — ➡️ evoluzione / 🔄 forma diffusa
- Gonartrosi — ➡️ evoluzione
- Lesioni Meniscali — 🔄 eziologia analoga
- Imaging del Ginocchio — 🔬 Merchant, RM
- Distorsione della Tibiotarsica — ⬆️ causa alla caviglia
- Artrosi di Caviglia — ➡️ evoluzione alla caviglia
- Conflitto Femoro-Acetabolare — ⬆️ causa all’anca
- Malattia di Legg-Calvé-Perthes — ⬆️ fattore predisponente all’anca