Condropatie

Definizione

Si definisce condropatia qualsiasi patologia del tessuto cartilagineo, indipendentemente dall’eziopatogenesi o dalle manifestazioni cliniche. La forma diffusa pre-artrosica è descritta in Condropatia (Sofferenza Cartilaginea Diffusa), le lesioni focali in Lesioni Cartilaginee.

Vetrino di artrosi severa (malattia degenerativa articolare) della testa del femore, colorazione ematossilina-eosina: perdita completa della cartilagine. Fonte: Wikimedia Commons, Nephron, CC BY-SA 3.0.

Meccanismi di danno

  • Traumatico: soprattutto nei giovani. Ad esempio, in una distorsione di ginocchio con lesione dei legamenti crociati i due piatti articolari possono urtarsi violentemente in modo non tangenziale e causare un danno cartilagineo focale. Traumi sportivi, incidenti stradali.
  • Sovraccarico funzionale: carichi massimali, come negli sport ad alto impatto a livello professionale (rugby, sollevamento pesi), che sollecitano le articolazioni oltre uno sforzo ragionevole. L’attività sportiva moderata invece protegge la cartilagine, perché stimola il rimodellamento cartilagineo.
  • Degenerativo: nei soggetti anziani. Sfocia nell’Artrosi, con degenerazione dell’intera articolazione (non solo danni focali), consumo cartilagineo importante ed esposizione dell’osso subcondrale.

Fattori predisponenti

  • Deviazione assiale degli arti inferiori: vedi Deviazioni Assiali del Ginocchio (Varo e Valgo). Un arto in asse distribuisce il carico in modo omogeneo; in varo o in valgo si consuma di più il comparto sovraccaricato. Per questo molti anziani hanno un’artrosi prevalentemente mediale o laterale.
  • Fratture articolari, lesioni meniscali e/o cartilaginee, che modificano la funzione di menischi, legamenti, cartilagine e superficie articolare. Esempio: un ragazzo di 18 anni si rompe il ginocchio in un incidente in moto; l’articolazione guarisce, ma la superficie non è più perfettamente liscia, e con le migliaia di passi quotidiani il consumo diventa manifesto a 40-50 anni.

Progressione

La degenerazione è progressiva perché la cartilagine non è in grado di autoripararsi, a differenza dell’osso (il 95-97% delle fratture guarisce). Una lesione cartilaginea porta a una disabilità progressiva, soprattutto negli anziani: più la cartilagine si consuma, meno attrito viene dissipato, e più attrito significa ulteriore consumo. I due processi si autoalimentano. Anche la deformità peggiora (il varo diventa sempre più varo, il valgo sempre più valgo): è un meccanismo esponenziale.

Epidemiologia

Malattia ad alta prevalenza e sempre progressiva. Tornare indietro è rarissimo: succede solo dopo alcuni interventi che cambiano l’asse di carico dell’articolazione (vedi Osteotomia di Ginocchio). Ai pazienti si spiega che la malattia della cartilagine continua a peggiorare. La causa è la ridotta capacità riparativa: i condrociti sono pochi e riparano poco. Per questo le condropatie danno una notevole disabilità: dolore, zoppia, infiammazione cronica.

Nel 1997 una review su Arthroscopy ha esaminato 31.516 artroscopie di ginocchio eseguite per le cause più varie: il 63% (quasi 20.000) mostrava una o più lesioni cartilaginee. La maggior parte erano lesioni senza esposizione dell’osso subcondrale, in pazienti oltre i 40 anni. Negli over 40 le lesioni erano anche le più importanti, perché associate a lesioni di legamenti e menischi.

Eziopatogenesi

Le condropatie possono essere dovute a:

  • lesioni cartilaginee: interessano solo la cartilagine articolare;
  • lesioni osteocondrali: interessano cartilagine e osso subcondrale.

Di solito si tratta di fratture dei capi articolari o di distacchi di sola cartilagine o anche di osso subcondrale (vedi Distacco Osteocondrale). Paradossalmente le lesioni che coinvolgono anche l’osso subcondrale, più estese come tessuto danneggiato, guariscono meglio: osso su osso guarisce meglio di cartilagine su cartilagine.

Per estensione le lesioni sono focali (un punto), multifocali (più punti) o diffuse (generalizzate: artrosi).

Fattori di rischio

  • Genetici: può esserci un’importante predisposizione, con trasmissione familiare. In alcuni soggetti la trasmissione è probabilmente recessiva e più articolazioni sviluppano artrosi nello stesso momento. Come ogni tessuto, la cartilagine può essere più o meno competente nel gestire urti e traumi quotidiani.
  • Biomeccanici: traumi e malallineamento dell’arto inferiore. Un arto malallineato fa caricare di più un ginocchio rispetto all’altro, o solo una parte dell’articolazione, creando zone di concentrazione del carico (esempio del calciatore con ginocchia vare). Anche l’obesità: per ogni kg di scostamento dal peso ideale il carico sulla cartilagine dell’arto inferiore aumenta di 4 kg.
  • Età: con l’età la cartilagine si usura per i ripetuti cicli articolari, e un danno cartilagineo nell’anziano può progredire più rapidamente.
  • Sesso: il sesso femminile è più colpito dall’artrosi, soprattutto dopo la menopausa. Le donne hanno ginocchia leggermente più valghe (bacino più ampio per il parto), gli uomini più vare. Questo spiega un’artrosi laterale più frequente nelle donne e più lesioni del legamento crociato anteriore a parità di sport: le calciatrici hanno un rischio 3 volte maggiore degli uomini.

Classificazioni

Outerbridge, Bauer-Jackson, Noyes-Stabler e ICRS: vedi Classificazioni delle Lesioni Cartilaginee (Outerbridge e ICRS).

Diagnosi e trattamento

🔗 Collegamenti