Disturbi del Contenuto del Pensiero
I disturbi del contenuto del pensiero hanno grande importanza nell’orientare l’esame psichico e la diagnosi (vedi Disturbi dell’Ideazione). Vanno sempre valutati in riferimento allo stato di coscienza del paziente, distinguendo i casi in cui è alterato da quelli in cui non lo è.
In questa sbobina è stata affrontata a lezione solo l’ideazione dissociata; le altre forme sono integrate da una sbobina precedente. Il Delirio è trattato nella sua nota.
Forme
- Ideazione incoerente: la vigilanza non è diminuita, ma i singoli prodotti dell’ideazione non sono in sequenza. Es.: “Oggi sono andato al cinema… la minestra è calda… il gatto ha mangiato il topo…“.
- Ideazione prevalente: il soggetto fa sua un’idea sostanzialmente normale, preferita perché ha un contenuto affettivo estremamente pregnante. Non rende l’Io deficitario né ne intacca l’autonomia (il pensiero rispetta il rapporto di realtà) e può ancora essere respinta. Un esempio è l’ideazione ossessiva con insight (con coscienza di malattia): una donna che studia e pensa “Sulla mia scrivania c’è un taglierino… nell’altra stanza c’è mia sorella… e se la uccidessi? Dovrei mettere via il taglierino… e in cucina, ho messo via i coltelli?”; oppure “Avrò chiuso il gas? E la porta di casa?“. Il coinvolgimento emotivo è evidente.
- Ideazione ossessiva (coatta): secondo le vecchie sbobine e il libro va distinta dall’ideazione prevalente: l’idea non viene giudicata assurda né vissuta come estranea alla possibilità, è sottesa da un intenso fondo affettivo ed è criticabile, quindi l’Io può ancora respingerla. Es.: “Chissà se ho chiuso il gas… devo tornare a controllare… spero di aver chiuso bene il gas”.
- Ideazione dissociata: perdita del finalismo, cioè assenza di progettualità (nella schizofrenia c’è afinalismo nell’eloquio, nel comportamento e nel pensiero). Si perde la logica associativa: si parte da un concetto ma non si raggiunge lo scopo. L’afinalismo si manifesta anche nelle associazioni proposte, espressione della disgregazione di parti della personalità.
- Ideazione dominante: non ha una carica emotiva particolarmente intensa (al contrario della prevalente), ma è fortemente pregnante per il soggetto: valorizza o difende la sua personalità e il soggetto ci pensa spesso. L’idea dominante conta per il contenuto, quella prevalente per l’affettività. Es.: “In ascensore qualcuno mi ha toccato sulla spalla e mi ha salutato… perché? Sicuramente intendeva qualcosa… Certo! Pensa che io sia un criminale”. È preliminare alla formazione del delirio (a differenza della prevalente, non coinvolge l’Io). Va messa in diagnosi differenziale con l’interpretazione delirante (un evento reale interpretato in modo delirante; vedi Formazione dell’Idea Delirante).
⚠️ Nelle vecchie sbobine e nel libro l’ideazione ossessiva è un disturbo del contenuto distinto dall’ideazione prevalente, così come l’ideazione dissociata; a lezione l’ideazione ossessiva con insight è stata presentata come esempio di ideazione prevalente. Sono riportate entrambe per completezza.
🔗 Collegamenti
- Disturbi dell’Ideazione — 📋 è sottotipo di
- Disturbi della Forma del Pensiero — 🔄 confronto
- Delirio — ➡️ evoluzione dell’ideazione dominante
- Pseudoallucinazioni — 🔄 diagnosi differenziale con l’ideazione ossessiva