Personalità e Tratti di Personalità

Personalità

Modello abituale di esperienza interiore e di comportamento che coinvolge quattro aree:

I cinque tratti del modello Big Five (OCEAN): apertura, coscienziosità, estroversione, amicalità, nevroticismo. Fonte: Wikimedia Commons (TealComet, CC0).

  1. Identità (cognitività): il modo di percepire e interpretare chi sono, chi è l’altro, che cosa succede nella mia vita.
  2. Affettività: cosa sento, come lo sento, che tipo di affetti mi pervadono; se ne valutano labilità, gravità, adeguatezza degli affetti e della risposta emotiva.
  3. Funzionamento interpersonale.
  4. Controllo degli impulsi: si può “esplodere” in alcuni momenti e poi tornare sotto controllo, ma se si è consapevoli il controllo si mantiene.

Nel disturbo di personalità tutte queste aree sono alterate (vedi Disturbi di Personalità).

Riferimento culturale

Il disturbo di personalità è una deviazione marcata rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo: il modello culturale va quindi conosciuto. Nella psichiatria transculturale, con pazienti di altra cultura e provenienza, ciò che per il clinico è un delirio o un’allucinazione per il paziente può non esserlo (vedi Delirio e Allucinazioni).

Tratti di personalità

Pattern costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. In teoria accompagnano la persona dalla nascita alla morte.

Esempi di tratti emersi dall’aula: forte senso di responsabilità con senso di colpa se ci si viene meno; permalosità (che può svilupparsi nel tempo); estroversione e solarità; vittimismo con svalutazione; senso di responsabilità con irrigidimento quando non si riesce a mantenerla.

Dal tratto al sintomo

Tutti hanno tratti di personalità. Finché restano flessibili — si adattano all’ambiente e all’altro — non sono disfunzionali. Diventano sintomo quando si irrigidiscono, per esempio:

  • il senso di colpa divora la persona e la fa sprofondare nella depressione;
  • il senso di responsabilità si irrigidisce in un disturbo ossessivo-compulsivo;
  • la permalosità diventa sospettosità e poi disturbo paranoide di personalità.

Quando il modello abituale di funzionamento (identità, affetti, funzionamento interpersonale, controllo degli impulsi) diventa inflessibile e pervasivo e si ritrova in praticamente tutte le situazioni relazionali, personali e sociali, si determina un disagio clinicamente significativo con compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, affettivo, sessuale, creativo e progettuale: a quel punto nasce il sintomo.

Esempio: un tratto di personalità affermativo può diventare aggressivo e dominante. Finché la persona sa adattarsi all’altro e all’ambiente non succede nulla; se invece non riesce a controllare l’impulso a essere dominante in un contesto e mette in atto comportamenti disfunzionali, nasce un disagio clinicamente significativo, cioè uno o più sintomi, che costituiranno il disturbo di personalità.


(Integrazione da: sbobina 13)

Affettività non vuol dire affetti

Le emozioni sono i mattoncini su cui si costruisce l’affettività. L’affettività però è un linguaggio che permette di essere empatici, cordiali, estroversi, facilmente in relazione con l’altro. Esempio: nel Disturbo Paranoide di Personalità l’affettività è coartata, nel maniacale no.

⚠️ Indicazioni del docente

  • La valutazione della personalità nelle quattro aree (identità, affettività, funzione interpersonale e, soprattutto, controllo degli impulsi) è domanda d’esame.

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