Sintomi Primari e Accessori secondo Bleuler

Sintomi primari: le 4 A

Per Bleuler i sintomi primari della Schizofrenia derivano da alterazioni a carico delle funzioni psichiche semplici:

Prima edizione di «Dementia praecox oder Gruppe der Schizophrenien» di Eugen Bleuler (Lipsia-Vienna, Deuticke, 1911). Fonte: Wikimedia Commons (foto H.-P. Haack, CC BY-SA 3.0).

  1. Dissociazione del pensiero: deragliamento, incoerenza. Consiste nell’incapacità di dimostrare in modo finalistico l’assunto primario che il soggetto propone all’interlocutore (vedi Disturbi della Forma del Pensiero).
  2. Ambivalenza: il soggetto prima afferma e poi nega una cosa. È tipica anche dei disturbi di funzionalità.
  3. Affettività: l’affetto che “colora” le relazioni. Si dice spesso che il paziente schizofrenico abbia un’affettività appiattita o azzerata, ma non è sempre vero. L’appiattimento può comparire nel paziente con un lungo decorso di malattia, anche come effetto collaterale della terapia. In altri casi si parla di paratimia: l’affettività non è congruente con lo stato emotivo né integrata con gli altri funzionamenti psichici. In alcuni disturbi schizofrenici, non sempre, ci possono essere deliri con alterazioni affettive (nei disturbi dell’umore il delirio può essere congruo o incongruo con il disturbo).
  4. Autismo: chiusura del paziente nel proprio mondo, più frequente in chi si presenta con sintomi negativi, ma non solo. Questi pazienti vivono come in isolamento e a volte vengono dimenticati da familiari, servizi sociali e CPS. L’autismo contribuisce alla diminuzione dell’affettività ed è un sintomo prognosticamente grave.

Sintomi accessori

Primari vs accessori

Per Bleuler i sintomi fondamentali non sono quelli produttivi (delirio, allucinazioni), ma il pensiero dissociato, l’ambivalenza, l’affettività non congrua e non integrata e il vivere in un mondo autistico. I sintomi accessori sono invece quelli che la popolazione attribuisce abitualmente al paziente con schizofrenia.

Afinalismo

La schizofrenia è racchiusa nel termine afinalismo, del linguaggio, della condotta e dell’ideazione: il soggetto non arriva all’obiettivo per cui aveva iniziato il suo percorso. Il comportamento è disorganizzato e l’ideazione non raggiunge lo scopo, non è efficace né informativa (vedi Disturbi della Forma del Pensiero).

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