Schizofrenia
Storia del concetto
Kraepelin: la dementia praecox
A fine Ottocento Kraepelin definì questa sindrome dementia praecox, considerandola una malattia endogena, da ricondurre a fattori biologici che portavano ad alterazioni organiche del cervello di origine ancora sconosciuta.
La demenza è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da disturbi della memoria, per la quale non esiste ancora una cura: è irreversibile, cronica e incurabile. La dementia praecox era quindi considerata incurabile, come lo è oggi la demenza, e in quest’ottica i manicomi avevano senso.
(Nella prima fase la demenza entra in diagnosi differenziale con la pseudo-demenza, che verrà trattata con la depressione.)
Bleuler: la schizofrenia
Bleuler supera questo concetto introducendo il termine schizofrenia (= scissione della mente). Anche lui individua alla base un fattore biologico, ma descrive anche una situazione psichica che si esprime nel disturbo associativo. È il passaggio fondamentale da qualcosa di irreversibile a qualcosa di curabile.
Neanche oggi si può dire che dalla schizofrenia si guarisca, ma sicuramente si cura.
Esordio
L’uso di sostanze sta anticipando sempre di più l’esordio, fino all’età preadolescenziale.
(Integrazione da: sbobina 05)
Epidemiologia: prevalenza 0,09–1,5%; incidenza 0,11–0,79%. In assenza di familiari di primo grado affetti, la probabilità di ammalarsi è dell’1%. Apice di esordio tra i 15 e i 45 anni.
L’evento precipitante avviene a livello relazionale o intrafamiliare, può essere di qualsiasi natura e conta per la sua ripercussione soggettiva.
(Integrazione da: sbobina 06)
Epidemiologia (sbob. 06): prevalenza di circa l’1,2%. La malattia inizia in età preadolescenziale e può arrivare fino all’età avanzata, soprattutto con contenuto prevalentemente paranoideo. La prevalenza si riduce con l’avanzare dell’età.
Differenze di genere: non ci sono differenze di genere, ma esistono due forme:
- una più precoce (14–25 anni), che riguarda il sesso maschile;
- una più tardiva, che riguarda il sesso femminile e si manifesta soprattutto con disturbi di tipo paranoico.
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Eziopatogenesi
(Integrazione da: sbobina 06)
Eziopatogenesi multifattoriale: predisposizione genetica ed eventi stressanti, con passaggio dalla vulnerabilità sottosoglia all’angoscia senza nome e all’esordio → Eziopatogenesi della Schizofrenia.
Fasi del decorso
(Integrazione da: sbobina 05)
La schizofrenia attraversa:
- una fase premorbosa, dalla normalità all’inizio di malattia, con progressivo deterioramento → Fase Premorbosa della Schizofrenia;
- i prodromi (es. atmosfera delirante) → Fase Prodromica della Schizofrenia;
- una fase attiva (morbosa) → Esordio della Schizofrenia;
- una fase residuale.
Queste caratteristiche differenziano la schizofrenia dal disturbo bipolare. Decorso ed esito → Decorso e Prognosi della Schizofrenia.
Sintomi positivi e negativi
(Integrazione da: sbobina 05)
- Sintomi produttivi (positivi): deliri e allucinazioni.
- Sintomi negativi: abulia, adinamia, alogia, indifferenza all’altro.
Distinzione dal ritiro depressivo → Diagnosi Differenziale tra Schizofrenia e Depressione.
(Integrazione da: sbobina 06)
Classificazioni storiche della sintomatologia:
- Bleuler: sintomi primari (le 4 A: dissociazione, ambivalenza, affettività, autismo) e sintomi accessori (delirio, dispercezioni, disturbi del linguaggio) → Sintomi Primari e Accessori secondo Bleuler.
- Schneider: sintomi di primo e di secondo rango → Sintomi di Primo e Secondo Rango secondo Schneider.
Il paziente con disturbo schizofrenico può avere episodi depressivi, che restano episodi (diagnosi differenziale con i disturbi dell’umore).
Sottotipi
(Integrazione da: sbobina 05)
La sbobina riporta come “sottotipi di schizofrenia tardiva”:
- Forma indifferenziata: si differenzia dalla dissociazione; c’è impoverimento della personalità. Un tempo era molto più evidente e spesso accompagnata da sintomatologia negativa.
- Forma paranoidea (classica): più frequente nelle donne (es. “non mi tenevano in dovuta considerazione come facevano con G.”).
- Forma disorganizzata (es. “ero studente, ma fare il commesso ho pensato che mi realizzasse di più”).
Ruolo della famiglia
(Integrazione da: sbobina 05)
Il paziente è anosognosico: l’alleanza con i familiari è fondamentale → Famiglie ad Alta Emotività Espressa.
Stigma sociale
(Integrazione da: sbobina 06)
La vita del paziente schizofrenico è segnata anche dallo stigma sociale. Esempio della docente: un inquilino schizofrenico molto tranquillo è stato costretto a trasferirsi dopo continue lamentele dei condomini per l’abbaiare del cane. La vera causa probabilmente era il rifiuto di principio verso una persona schizofrenica.
Diagnosi
→ Criteri DSM-5 della Schizofrenia
🔗 Collegamenti
- Fase Premorbosa della Schizofrenia — 📋 fase del decorso
- Fase Prodromica della Schizofrenia — 📋 fase del decorso
- Esordio della Schizofrenia — 📋 fase attiva
- Decorso e Prognosi della Schizofrenia — ➡️ evoluzione
- Famiglie ad Alta Emotività Espressa — ⬆️ fattore di ricaduta
- Diagnosi Differenziale tra Schizofrenia e Depressione — 🔄 diagnosi differenziale
- Criteri DSM-5 della Schizofrenia — 🔬 criteri diagnostici
- Eziopatogenesi della Schizofrenia — ⬆️ eziopatogenesi
- Sintomi Primari e Accessori secondo Bleuler — 🔬 sintomatologia (Bleuler)
- Sintomi di Primo e Secondo Rango secondo Schneider — 🔬 sintomatologia (Schneider)
- Delirio — 🔬 sintomo produttivo tipico
- Allucinazioni — 🔬 sintomo produttivo
- Disturbi della Coscienza dell’Io — 🔄 diagnosi differenziale / esordio
- Disturbi Psichiatrici Maggiori e Minori — 📋 disturbo psichiatrico maggiore
- Ipotesi Dopaminergica e Serotoninergica della Schizofrenia — ⬆️ ipotesi neurochimiche
- Catatonia — 🔬 comportamento catatonico
- Disturbo Delirante — 🔄 disturbo dello spettro
- Disturbo Psicotico Breve — 🔄 disturbo dello spettro