Criteri DSM-5 della Schizofrenia

Criterio A — Sintomi

Per orientarsi verso la diagnosi di Schizofrenia servono due o più dei seguenti sintomi, di cui almeno uno tra i primi tre, ciascuno presente per una parte significativa del tempo durante un periodo di un mese (o meno, se trattati efficacemente):

  1. Deliri: disturbo del contenuto del pensiero, sintomo produttivo (vedi Delirio).
  2. Allucinazioni: disturbo della percezione, sintomo produttivo (vedi Allucinazioni).
  3. Eloquio disorganizzato: frequente deragliamento o incoerenza.
  4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico.
    • Disorganizzato: l’opposto di un comportamento organizzato secondo schemi (es. uscire di casa in mutande o mentre ci si lava i denti, mettersi a fare ginnastica nel mezzo della notte).
    • Catatonico: arresto psicomotorio, il paziente sta a letto, non si muove, non parla, non risponde e non si alza (vedi Catatonia).
    • C’è un afinalismo che si vede nel pensiero, nell’eloquio e nel comportamento (vedi Disturbi della Forma del Pensiero).
  5. Sintomi negativi: importantissimi, caratterizzati dall‘“a privativa”: avolizione, alogia, abulia, anedonia, evitamento delle situazioni sociali.
    • Non sono sintomi produttivi ma deprivativi: mancano energia, voglia, interesse, progettualità, organizzazione, logica.
    • Sono quelli che spingono i familiari a rivolgersi ai medici. Es.: il giovane che sta a letto tutto il giorno, al computer o allo smartphone, poi si stanca e non vuole più sentire gli amici perché non gli interessa più niente o perché pensa che ce l’abbiano con lui.
    • Sono associati anche alla depressione: attenzione alla diagnosi differenziale.

I primi due sintomi (deliri e allucinazioni) corrispondono a ciò che culturalmente si pensa di un paziente tossicodipendente: vanno ricordati come possibile sintomo di schizofrenia.

Si può fare diagnosi di schizofrenia anche in presenza di soli sintomi negativi o disorganizzati, in assenza di deliri e allucinazioni.

Criterio del funzionamento

Il livello di funzionamento in una o più aree principali (lavoro od obiettivi di vita, relazioni interpersonali, affettive e sessuali, cura di sé, divertimento: area sociale, affettiva e ricreativa) è marcatamente ridotto rispetto al livello raggiunto prima dell’esordio. Se l’esordio è nell’infanzia o nell’adolescenza, il funzionamento scolastico e interpersonale è inferiore a quello atteso.

Di solito il soggetto non lavora oppure ha lavori protetti o di breve durata perché tende a cambiarli spesso, interrompe le relazioni interpersonali e ha una scarsa cura di sé.


(Integrazione da: sbobina 06)

Il funzionamento serve per la diagnosi differenziale. In anamnesi la prima cosa da fare è valutare il funzionamento premorboso e poi il funzionamento dopo l’esordio, che tiene conto della vita del paziente, della progettualità, delle relazioni e delle aree principali e risulterà ridotto.

Il DSM-5 usa un linguaggio comune a livello internazionale, ma lascia fuori aspetti fondamentali delle classificazioni storiche: vedi Sintomi Primari e Accessori secondo Bleuler e Sintomi di Primo e Secondo Rango secondo Schneider.

Schizofrenia vs disturbo dell’umore psicotico

La differenza fondamentale tra un disturbo psicotico grave dell’umore e un disturbo psicotico grave schizofrenico è il funzionamento:

  • Disturbo bipolare: si alternano fasi maniacali o depressive psicotiche e fasi, anche di anni, senza sintomi. Superato l’episodio, il funzionamento torna quello di prima: non si perde nulla.
  • Schizofrenia: dopo un episodio acuto il livello cognitivo si riduce un po’, e più sono le ricadute, maggiore è il declino cognitivo.

A fare la differenza sono il funzionamento e la fase premorbosa.

Criterio temporale

Segni continuativi del disturbo devono persistere per più di 6 mesi: prima non si può fare diagnosi di schizofrenia.

  • Durata fino a 6 mesi → disturbo schizofreniforme (disturbo dello spettro schizofrenico; vedi Disturbo Schizofreniforme).
  • Durata fino a un mese → disturbo psicotico breve, che si verifica in risposta a un evento stressante come un lutto (vedi Disturbo Psicotico Breve).

Criterio di esclusione

Il quadro non deve essere attribuibile ad abuso di sostanze, farmaci o a un’altra condizione medica.

L’abuso continuativo di sostanze (anche cannabis) può slatentizzare un disturbo psichiatrico in presenza di predisposizione genetica, oppure dare gli stessi sintomi psichiatrici. Davanti a un paziente di circa 20 anni con sintomi psichiatrici e anamnesi negativa, la prima domanda è se ha fatto uso di sostanze o ha bevuto.


(Integrazione da: sbobina 06)

L’abuso di sostanze può mimare un esordio di schizofrenia: all’esordio schizofrenico c’è un disturbo della coscienza, e allo stesso modo il disturbo della coscienza è sempre presente nell’abuso di sostanze in acuzie.

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