Disturbi Psichiatrici Maggiori e Minori
Definizione
In passato i disturbi psichiatrici maggiori erano chiamati psicosi e quelli minori nevrosi. Oggi non si parla più di nevrosi, ma di:
- disturbi psichiatrici maggiori (psicotici) — es. disturbo schizofrenico, disturbo bipolare, depressione maggiore;
- disturbi psichiatrici minori (non psicotici) — es. disturbo d’ansia, disturbo da depressione persistente.
Criteri di distinzione
| Rapporto di realtà | Critica | |
|---|---|---|
| Disturbo maggiore | compromesso | assente |
| Disturbo minore | alterato | presente |
(vedi Rapporto di Realtà e Critica)
Un’ulteriore caratteristica che differenzia i disturbi maggiori dai minori è l’afinalismo: la mancanza di finalismo del pensiero, della condotta e del funzionamento in generale, propria del paziente psicotico grave (vedi Disturbi della Forma del Pensiero).
(Integrazione da: sbobina 03-04)
Le dispercezioni gravi (psicotiche) e i disturbi gravi del pensiero, come il Delirio, condividono tre caratteristiche:
- capacità di critica compromessa;
- rapporto di realtà compromesso. Si usa “compromesso” e non “alterato” perché la mancanza è completa; un’alterazione può esserci anche in disturbi non psicotici (es. deficit in alcuni pazienti anziani);
- mancanza di coscienza di malattia.
Si distinguono quindi: a) disturbi psicotici, b) disturbi non psicotici, c) disturbi di personalità. I disturbi di personalità non presentano le tre caratteristiche, tranne in caso di scompenso acuto, quando anche il paziente con disturbo schizoide può avere una sintomatologia psicotica (vedi La Diagnosi in Psichiatria - la Persona, non il Sintomo).
Nei disturbi psicotici gravi è molto alterata la dimensione relazionale del paziente.
Esempio
La signora Giovanna vede la sua gatta Angelica vicino allo studente, senza che l’oggetto “Angelica” sia presente: il rapporto di realtà è compromesso. Il medico pone domande per capire se la paziente ha critica: la signora è convinta che la gatta sia presente, tanto da chiedere al medico di accarezzarla. È un’assenza di oggetto non criticata, tipica di un disturbo psichiatrico maggiore, che richiede terapia farmacologica.
Aderenza alla terapia
Nei disturbi psichiatrici gravi i pazienti non si rendono conto del problema: il tasso di rifiuto della terapia è altissimo e la continuità terapeutica a lungo termine è difficile. Il rapporto con il paziente è quindi fondamentale per costruire un’alleanza terapeutica efficace. La situazione peggiore è il paziente con sintomatologia grave, senza terapia farmacologica, con un contenitore familiare complesso e senza supporto: in questi casi si può arrivare al Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).
⚠️ Indicazioni del docente
- Al paziente psichiatrico non bisogna far notare che ciò che dice di vedere non esiste.
🔗 Collegamenti
- Rapporto di Realtà e Critica — 🔗 criterio di distinzione
- Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) — 💊 conseguenza del rifiuto della terapia
- La Diagnosi in Psichiatria - la Persona, non il Sintomo — 🔗 un sintomo psicotico non implica un disturbo maggiore
- Disturbi della Forma del Pensiero — 🔬 afinalismo