Depressione Maggiore

Definizione

Disturbo maggiore dell’umore (insieme al disturbo bipolare; vedi Disturbi Psichiatrici Maggiori e Minori). Il paziente presenta:

  • alterazione del tono dell’umore;
  • sintomi cognitivi;
  • sintomi psicomotori e neurovegetativi.

Melancolia acuta: depressione (da A. Voisin, «Leçons cliniques»). Da E. Régis, «Précis de psychiatrie», fig. 23. Fonte: Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Epidemiologia

  • Interessa il 4–8% della popolazione globale; in Italia la prevalenza è dell’11%.
  • Il suicidio indotto dalla depressione è la seconda causa di morte nei giovani tra 15 e 29 anni.
  • Colpisce prevalentemente le donne, con rapporto 2:1: rischio del 5–9% nelle donne contro il 3–4% negli uomini (vedi Medicina di Genere).
  • Prevalenza del 2–3% in età scolare, fino al 6–8% in adolescenza. L’insorgenza in età scolare è un campanello d’allarme: nell’80% dei casi la depressione si ripresenterà in età adulta.
  • Il primo episodio esordisce di solito tra i 30 e i 40 anni, con un secondo picco tra i 50 e i 60 anni: esordio più tardivo rispetto alla Schizofrenia.
  • È un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbo bipolare e di abuso di sostanze.
  • L’incidenza di stati depressivi è correlata a patologie mediche (allergie alimentari, diabete), malattie croniche (obesità) e stili di vita non salutari (fumo, inattività fisica).

Eziologia → Eziopatogenesi della Depressione Maggiore. Decorso dell’episodio → Fasi dell’Episodio Depressivo Maggiore. Criteri → Criteri DSM-5 della Depressione Maggiore. Varianti cliniche → Quadri Clinici della Depressione Maggiore. Condizioni da escludere → Diagnosi Differenziale della Depressione Maggiore. Terapia → Trattamento della Depressione Maggiore.

Nucleo clinico

Il nucleo clinico della depressione è il sentimento di indegnità, con sensi di colpa eccessivi, svalutazione di sé e sensazione di non valere nulla.

La depressione è caratterizzata dalla triade di Beck: “non ho fatto niente di buono nel mio passato, sono una nullità nel mio presente e il mio futuro non esiste” (vedi Delirio Depressivo).

Il paziente depresso soffre: la sofferenza profonda lo permea tutto il giorno e non lo lascia mai, e può portare alla progettazione reale di un suicidio.

Pensieri di morte

Si distinguono:

  • pensieri di morte senza progettazione, in cui non necessariamente si vuole morire;
  • pensieri di morte seguiti dalla progettazione della stessa.

La differenza tra pensiero di morte e pensiero suicidario sta proprio qui: nel pensiero suicidario è compreso anche il pensiero di morte, ma esistono pensieri di morte che non portano a una programmazione autentica e ben strutturata del suicidio. Il soggetto con depressione maggiore vuole morire, ed è l’unico in cui la progettazione è regolarmente presente (vedi Suicidio nel Depresso Maggiore); nella Distimia il pensiero di morte non si accompagna alla volontà di morire.

Quando c’è un tentativo di suicidio ma il paziente non muore si parla di suicidio mancato.

In pronto soccorso, se il paziente dice che nel suo futuro vede solo la morte, va ricoverato.

(Sezione espansa con: sbobina 09)

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