Disturbo Schizoaffettivo

Definizione

Disturbo dello spettro della Schizofrenia in cui si ha una concomitanza di sintomi psicotici schizofrenici e sintomi di un episodio dell’umore maggiore (depressivo o maniacale), con periodi di soli sintomi psicotici e una prevalenza complessiva dei sintomi dell’umore.

Episodio dell’umore maggiore = episodio depressivo maggiore oppure episodio maniacale:

Sia la depressione maggiore sia l’episodio maniacale possono presentarsi con o senza sintomi psicotici (deliri e allucinazioni).

Criteri diagnostici (DSM-5)

A. Un periodo ininterrotto di malattia durante il quale è presente un episodio dell’umore maggiore (depressivo o maniacale) in concomitanza con il criterio A della schizofrenia (deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato — vedi Criteri DSM-5 della Schizofrenia). Coesistono quindi sintomi del disturbo schizofrenico e sintomi di depressione maggiore o di episodio maniacale.

B. Deliri o allucinazioni (sintomi produttivi) per 2 settimane o più in assenza di un episodio dell’umore maggiore, nell’arco della durata lifetime della malattia.

In psichiatria l’anamnesi è fondamentale: se si fa diagnosi solo sulla situazione sintomatologica del momento, si rischia una diagnosi sbagliata. Oltre alla concomitanza di sintomi schizofrenici e dell’umore, va cercato in anamnesi un periodo di almeno 15 giorni di soli sintomi produttivi (delirio o allucinazioni) senza sintomi depressivi maggiori o maniacali.

C. I sintomi che soddisfano i criteri per un episodio dell’umore maggiore sono presenti per la maggior parte della durata totale dei periodi attivi e residui della malattia.

  • Periodi attivi: fasi acute.
  • Periodi residui: intervalli tra un periodo acuto e l’altro.

Si chiama schizoaffettivo perché c’è concomitanza di sintomi psicotici e dell’umore, ci sono solo sintomi psicotici per almeno 15 giorni, ma i sintomi maggiormente rappresentati durante tutta la malattia sono i disturbi dell’umore.

D. Il disturbo non è attribuibile agli effetti di una sostanza (sostanza di abuso, farmaco) o a un’altra condizione medica.

Specificare quale

  • Tipo bipolare: le manifestazioni cliniche includono un episodio maniacale; possono verificarsi anche episodi depressivi maggiori.
  • Tipo depressivo: le manifestazioni cliniche includono solo episodi depressivi maggiori.

Diagnosi differenziale con la schizofrenia: le due Giovanna

Due pazienti, entrambe di nome Giovanna, con delirio mistico: vedono la Madonna. Una è schizofrenica, l’altra schizoaffettiva. Alle domande rispondono allo stesso modo:

  • vedono la Madonna da tanto tempo, è sempre presente e le fa sentire molto bene;
  • non fanno uso di sostanze;
  • in alcuni momenti della vita non si sentono all’altezza dei compiti affidati e “si sentono una schifezza”.

La domanda dirimente è: “Ci sono mai stati periodi in cui si sentiva bene, non triste, durante i quali vedeva comunque la Madonna?“. La Giovanna schizoaffettiva risponde: “Sì, durante il cammino di Santiago (1 mese) stavo bene, ma la Madonna era sempre lì con me” → criterio B.

La diagnosi differenziale la fa la presenza di deliri o allucinazioni per almeno 2 settimane in assenza di un episodio dell’umore maggiore (depressivo o maniacale). Sul piano del contenuto, nel disturbo schizoaffettivo coesistono sintomi psicotici non legati all’umore e sintomi psicotici legati all’episodio dell’umore (vedi Delirio).

⚠️ Indicazioni del docente

  • Il criterio B va capito bene: senza la ricerca anamnestica dei 15 giorni di soli sintomi produttivi si sbaglia la diagnosi “e si rovina il paziente”.
  • I sintomi negativi della schizofrenia non vanno confusi con i sintomi depressivi: vedi Diagnosi Differenziale tra Schizofrenia e Depressione.

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