Disturbo Delirante
Definizione
Disturbo dello spettro della Schizofrenia, detto anche disturbo delirante paranoideo. È molto importante perché entra in diagnosi differenziale con il disturbo schizofrenico e con il disturbo bipolare.
Criteri diagnostici
- Presenza di uno o più deliri per la durata di un mese o più (vedi Delirio).
- Il criterio A della schizofrenia non è mai stato soddisfatto (vedi Criteri DSM-5 della Schizofrenia). Le Allucinazioni, se presenti, non sono preminenti e sono correlate al tema delirante.
- Il funzionamento, a parte l’impatto del delirio e delle sue ramificazioni, non risulta compromesso in modo significativo. Il comportamento non è particolarmente bizzarro o stravagante, anche se i contenuti dei deliri possono esserlo: i deliri bizzarri un tempo non erano previsti e sono stati introdotti successivamente nelle categorie diagnostiche.
- Eventuali episodi maniacali o depressivi maggiori sono stati di breve durata rispetto ai periodi deliranti.
- Esclusione di una sostanza d’abuso.
La compromissione non eccessiva del funzionamento fa la diagnosi differenziale con la schizofrenia, in cui il funzionamento è significativamente compromesso. Orienta la diagnosi e incide fortemente sulla qualità di vita del paziente.
Epidemiologia
Bassa: 1–2% dei ricoveri, 0,2% di prevalenza.
Esordio
L’esordio può seguire un trauma emotivo (es. perdita del lavoro, perdita dell’amore della propria vita), che fa sentire il soggetto svilito; questo non accade nella schizofrenia. Perdere il lavoro in età adulta può generare vergogna: per evitare questo sentimento la colpa viene proiettata ed esternalizzata sull’altro. Per questo il disturbo delirante a contenuto paranoideo, cioè persecutorio, è frequente.
Diagnosi e decorso
- La diagnosi non si può porre a 10 o 17 anni: l’esordio avviene in età adulta.
- Il decorso è variabile e il funzionamento è soddisfacente, ma nel tempo la malattia può esitare in schizofrenia.
Fattori prognostici negativi
- Genere femminile.
- Esordio acuto.
- Eventi stressanti precipitanti.
Gli ultimi due fanno diagnosi differenziale.
Tipi di delirio
Classificazione generale dei contenuti → Tipi di Delirio. Nel disturbo delirante si trovano:
- Erotomanico: convinzione che un’altra persona, soprattutto famosa, sia follemente innamorata di sé (vedi Deliri Espansivi).
- Di grandezza: presente anche negli episodi maniacali.
- Di gelosia: l’oggetto del delirio è il coniuge infedele (vedi Delirio di Gelosia).
- Di persecuzione: il più frequente; convinzione di essere spiati, seguiti, avvelenati, drogati, calunniati, molestati, ostacolati (vedi Delirio Persecutorio).
- Somatico: il più difficile, tipico dei disturbi d’ansia di malattia (può esserne l’esito psicotico, con certezza di trasformazione corporea: vedi Disturbo da Ansia di Malattia). Sottotipi (Fonte: libro, riportato nella sbobina):
- delirio dismorfofobico: convinzione che una parte del proprio corpo sia deforme, con tentativi di modificarla chirurgicamente;
- disturbo delirante olfattivo: convinzione di emanare cattivi odori;
- delirio dermatozoico: certezza di essere infestati da parassiti a livello intra-sottocutaneo, con conseguente prurito;
- delirio ipocondriaco: certezza di essere affetti da una malattia incurabile o fatale.
- Misto: nessun tema delirante prevale.
- Non specificato.
Nel disturbo delirante non c’è il delirio mistico.
Comorbidità
Può associarsi a un disturbo depressivo, a un disturbo d’ansia o a un disturbo ossessivo-compulsivo.
Contesto familiare
(Nella sbobina il passaggio segue il delirio somatico; il riferimento esatto non è esplicitato.)
Il problema sono spesso le famiglie, che negano l’esistenza di un problema. Accade soprattutto con i figli maschi (anche se l’incidenza nelle femmine sta aumentando rapidamente), con genitori per i quali tutto deve essere sempre perfetto.
Il percorso descritto: cambiamento corporeo e difficoltà a relazionarsi con l’altro (per il sentirsi “non all’altezza”), non compresi dai genitori. Poi l’andamento scolastico precipita, compare la paura di mostrare i voti ai genitori e la vergogna, che diventa il nodo centrale. Il ragazzo evita progressivamente la scuola, limita i contatti sociali, perde i rapporti affettivi, fino ad azzerare il rapporto con l’esterno e a recludersi nella propria camera. Si intensifica l’uso dei device digitali, che non sono la causa del disturbo: giochi e social servono a ricreare la socialità perduta. Quando genitori e insegnanti contattano lo specialista, si chiede se l’uso intensificato dei device abbia uno scopo informativo oppure sociale/relazionale.
Non ci si deve fermare all’aspetto sintomatologico, ma valutare tutto il contesto familiare e sociale del paziente.
Caso clinico (role play)
Un falegname, senza lite precedente e senza preavviso, ferisce all’avambraccio con un martello il fratello sacerdote invocando il diavolo; in pronto soccorso viene richiesta consulenza psichiatrica.
- Dal fratello: da circa un anno il paziente crede di essere il Messia e sente voci che lo esortano a convincere più persone possibili della sua missione salvifica. La vita sociale non è cambiata, non si è isolato, è autosufficiente; l’eloquio è chiaro e non confuso. Nessuna familiarità psichiatrica.
- Dal paziente: in quel momento gli è apparso il diavolo e Dio stesso gli ha ordinato di agire; è la prima volta che il diavolo si manifesta concretamente, pur essendo da tempo una presenza costante nei suoi pensieri. Ritiene di aver ricevuto una missione divina, si sente pienamente autosufficiente e con un ruolo significativo nella comunità. Umore non depresso. Viene ricoverato in psichiatria e il medico aggiorna il parente.
Punti chiave del role play:
- rapporto con la realtà compromesso: vede nel fratello l’incarnazione del diavolo (vedi Rapporto di Realtà e Critica);
- sintomi insorti da circa un anno;
- autosufficienza, eloquio ordinato, umore non alterato → si escludono schizofrenia e depressione;
- delirio con un’allucinazione;
- diagnosi verosimile proposta: disturbo delirante di grandezza, di tipo mistico.
Contraddizione
La diagnosi “di tipo mistico” è la conclusione del role play e la docente non la commenta. Nella sbobina 07 invece l’assenza del delirio mistico nel disturbo delirante è indicata come domanda d’esame (vedi Tipi di delirio sopra). Da chiarire.
Appunti della docente:
- Nel role play manca una parte fondamentale per la diagnosi differenziale con la schizofrenia: l’anamnesi remota, la storia di vita del paziente e la sua progettualità (vedi Anamnesi Psichiatrica).
- Il role play rappresenta bene il funzionamento mantenuto del disturbo delirante rispetto al disturbo schizofrenico.
⚠️ Indicazioni del docente
- I criteri diagnostici e i tipi di delirio del disturbo delirante sono domande d’esame.
- La compromissione non eccessiva del funzionamento come elemento di diagnosi differenziale è una possibile domanda d’esame.
- L’assenza del delirio mistico nel disturbo delirante è una domanda d’esame.
- L’uso di sostanze va escluso sempre: è praticamente la prima domanda da fare a un paziente che arriva in PS con sintomi psichiatrici, perché le sostanze possono dare tutti i sintomi psichiatrici.
🔗 Collegamenti
- Schizofrenia — 🔄 diagnosi differenziale / ➡️ possibile evoluzione
- Criteri DSM-5 della Schizofrenia — 🔄 criterio A mai soddisfatto, funzionamento
- Delirio — 🔬 sintomo cardine
- Tipi di Delirio — 📋 classificazione dei contenuti
- Delirio Persecutorio — 📋 tipo più frequente
- Delirio di Gelosia — 📋 tipo di delirio
- Deliri Espansivi — 📋 erotomanico e di grandezza
- La Diagnosi in Psichiatria - la Persona, non il Sintomo — 🔄 delirio paranoideo con tre diagnosi possibili
- Disturbo Paranoide di Personalità — 🔄 comorbidità frequente e diagnosi differenziale
- Disturbo Psicotico Breve — 🔄 altro disturbo dello spettro
- Approccio al Paziente Delirante — 💊 gestione del paziente
- Anamnesi Psichiatrica — 🔬 anamnesi remota necessaria per la dd con la schizofrenia
- Disturbo da Ansia di Malattia — ⬆️ evoluzione nel tipo somatico