Disturbo Psicotico Breve

Definizione

Disturbo dello spettro della Schizofrenia che nasce in genere in relazione a uno o più fattori stressanti soggettivi: perdita o lutto, bocciatura a un esame, varie situazioni drammatiche.

Criteri diagnostici (DSM-5)

A. Presenza di uno o più dei sintomi seguenti, di cui almeno uno tra i primi tre:

  1. deliri (sintomi produttivi) — vedi Delirio;
  2. allucinazioni (sintomi produttivi e dispercettivi) — vedi Allucinazioni;
  3. eloquio disorganizzato (es. frequente deragliamento o incoerenza);
  4. comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico — vedi Catatonia.

B. La durata di un episodio è di almeno 1 giorno ma meno di 1 mese, con successivo pieno ritorno al livello di funzionamento premorboso.

C. Il disturbo non è meglio spiegato da un disturbo depressivo maggiore o da un disturbo bipolare con caratteristiche psicotiche, né da un altro disturbo psicotico come la schizofrenia o la catatonia, e non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o a un’altra condizione medica.

Specificatori

  • Con marcato/i fattore/i di stress (psicosi reattiva breve): i sintomi si verificano in risposta a eventi che, individualmente o globalmente, risulterebbero marcatamente stressanti per quasi tutti nell’ambito culturale dell’individuo, in circostanze simili.
  • Senza marcato/i fattore/i di stress.
  • Con esordio nel post-partum: se si presenta durante la gravidanza oppure entro 4 settimane dal parto.
  • Con catatonia (secondo i criteri diagnostici della catatonia).

Gravità

Si stima con una valutazione quantitativa dei sintomi primari della psicosi: deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento psicomotorio anormale e sintomi negativi. Ogni sintomo è valutato per la gravità attuale (livello più grave negli ultimi 7 giorni) su una scala a 5 punti, da 0 (non presente) a 4 (presente e grave). La diagnosi può essere posta anche senza specificatore di gravità.

Diagnosi differenziale

Si fa sul criterio B: il pieno ritorno al funzionamento premorboso. Nel disturbo schizofrenico e negli altri disturbi dello spettro non si osserva mai una guarigione completa.

Per durata, il disturbo psicotico breve (< 1 mese) si distingue dal Disturbo Schizofreniforme (fino a 6 mesi) e dalla schizofrenia (> 6 mesi) (vedi Criteri DSM-5 della Schizofrenia). Pochi giorni oltre il mese (es. sintomi presenti ancora al 35° giorno) non cambiano subito la diagnosi, ma in altri casi possono essere importanti per la diagnosi differenziale.

Esordio

Psicosi reattiva

Il disturbo esordisce in genere dopo un evento stressante soggettivamente molto importante per l’individuo, che fa precipitare i sintomi: si parla di psicosi reattiva, che è sempre un disturbo psicotico breve. Raramente può comparire senza evento stressante; nella pratica si vede quasi sempre in risposta a un lutto, a una perdita o a un cambiamento fondamentale nelle fasi di vita.

Agli eventi traumatici non si risponde solo in maniera depressiva. Davanti a un lutto la risposta più comune è di tipo depressivo: chiusura, riduzione della socialità, tristezza, pianto, ricerca di distrazione e di consolazione dalle persone vicine. Alcune persone rispondono invece con una psicosi, anche senza predisposizione genetica e in un’età incongrua con l’esordio di un disturbo schizofrenico. Un esordio in età incongrua orienta verso questa diagnosi, ma va considerata in diagnosi differenziale anche la psicosi schizofrenica.

Di fronte a un evento particolarmente stressante (trauma, perdita, lutto, qualcosa di soggettivamente doloroso) possono quindi svilupparsi sintomi sia produttivi sia non produttivi.

Esordio peri- e post-partum

È una forma molto grave. I criteri indicano entro 4 settimane dal parto, ma in realtà può comparire anche mesi dopo.

Bisogna cogliere se c’è qualcosa che non funziona nell’ideazione della paziente prima, in vicinanza o dopo il parto. Esempi:

  • la paziente non riconosce ciò che sta crescendo dentro di lei, dice che non le appartiene e che ne farà cattivo uso;
  • dopo il travaglio dice che se ne deve distaccare perché è frutto di forze negative tra lei e il marito, quindi è malvagio.

In questi casi vanno instaurati un monitoraggio e interventi psichiatrici adeguati. In genere, se non c’è un’anamnesi psichiatrica precedente, la situazione rientra.


(Integrazione da: sbobina 08)

In corso di delirium post-partum si rischia la morte del nascituro.

Caso clinico: le due signore Giovanna

  • Giovanna I: 60 anni, deliri e allucinazioni, anamnesi negativa per disturbi psichiatrici.
  • Giovanna II: 20 anni, deliri e allucinazioni.

Per entrambe i sintomi durano da una settimana e c’è un lutto come fattore scatenante. Gli elementi da valutare per la diagnosi differenziale:

  • sintomi negativi (poco dirimenti: anche la catatonia ha sintomi negativi, ed entrambe hanno deliri e allucinazioni);
  • durata dei sintomi (uguale);
  • fattori scatenanti stressanti (presenti in entrambe);
  • familiarità per schizofrenia;
  • funzionamento premorboso;
  • età (con la cautela delle psicosi schizofreniche).

Giovanna II ha in anamnesi un passaggio in pronto soccorso e un ricovero: i sintomi psichiatrici si erano già presentati in un’altra fase della vita. Giovanna I no: le è morta la sorella, per lei molto significativa perché insieme avevano vissuto da piccole il lutto della madre, e inizia ad allucinare angeli che le dicono di non preoccuparsi perché tornerà (allucinazioni visive e uditive). Con questi elementi per Giovanna I si pone diagnosi di disturbo psicotico breve.

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